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La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

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La verità oltre la soglia

di Giuseppe Vitiello
«atque», 22 n.s., 2018, pp. 17-32

In fisica la nozione di soglia è ricorrente in diverse accezioni. Energia di soglia nell’effetto fotoelettrico; soglia come velocità limite in relatività speciale, soglia che marca il dualismo onda/corpuscolo in teorie quantistiche, come rendimento massimo nella produzione di lavoro in termodinamica; regione di transizione tra regimi dinamici nei sistemi al non-equilibrio e in biologia; in linguistica nella transizione sintassi/semantica e nell’attività cerebrale nell’atto di coscienza, nella costruzione di conoscenza e nella funzione di valutazione della verità. Espressioni del tipo processo a soglia, essere sulla soglia, varcare la soglia, e altre ancora, acquistano in fisica una connotazione formale, anche matematica, precisa.

 

Parole chiave: soglia, effetto fotoelettrico, velocità della luce, massimo rendimento, sintassi, semantica, rottura della simmetria, ordine, verità, il Doppio

 

Le prime pagine di questo articolo non ancora pubblicato online, si trovano nello sfogliabile cliccando qui – l’intero articolo è ovviamente reperibile nel fascicolo in formato cartaceo presso le “librerie amiche” ed è ordinabile all’indirizzo ordini@morettievitali.it

La soglia e il tempo della sensazione: sulla critica della psicofisica di Hermann Cohen

di Astrid Deuber-Mankowsky
«atque», 22 n.s., 2018, pp. 33-44

Il saggio ha per tema la critica di Hermann Cohen alla psicofisica che da un lato, interpretava la sensazione come reazione a uno stimolo considerando le variazioni delle sensazioni come correlate alla forza dello stimolo, e dall’altro, sosteneva la tesi di una soglia differenziale tra sensazione e stimolo, assumendola come il passaggio tra vita soggettiva e mondo esterno. Muovendo dall’analisi di luoghi fondamentali de Il principio del metodo infinitesimale, il saggio assume come punto di partenza una diversa interpretazione della sensazione, illustrando: 1. come la sensazione non segua la legge della soglia perché è originariamente movimento e non già qualcosa di statico e definito come lo stimolo; 2. come lo stimolo sia non già l’origine della sensazione bensì la grandezza intensiva oggettivata e come tale sia sensazione oggettivata; 3. come la soglia vada “deterritorializzata” in quanto nella conoscenza scientifica non si ha mai a che fare direttamente con i dati perché essi sono sempre componenti e prodotti del metodo scientifico stesso.

 

Parole chiave: psicofisica, sensazione, stimolo, soglia, conoscenza scientifica, critica della conoscenza

 

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Soglie e loro trasferimenti

di Alberto Peruzzi
«atque», 22 n.s., 2018, pp. 45-58

Questo articolo esamina i caratteri della nozione intuitiva di soglia e identifica le radici semantiche di tali caratteri nell’esperienza corporea dello spazio, cioè nella primaria struttura spaziale del mondo-della-vita, ponendo l’accento sugli indicatori di confine aventi un ruolo posizionale e cinestetico. Nel primo paragrafo sono trattati i vari aspetti del significato letterale di soglia; nel secondo si considera il trasferimento metaforico di tali aspetti nel modo in cui stati e processi cognitivi ed emotivi risultano spazializzati nel linguaggio ordinario. Benché quest’analisi concettuale eviti dettagli matematici, si riferisce ad alcune nozioni-base di topologia e sfrutta l’impostazione generale offerta dal modello cinestetico del significato, incentrato sul processo di lifting.

 

Parole chiave: soglia, topologia intuitiva, limite, spazializzazione concettuale, metafora, modello cinestetico, trasferimento cognitivo

 

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Devi, non sei. Sulla soglia del possibile: la Legge

di Vincenzo Vitiello
«atque», 22 n.s., 2018, pp. 59-69

Il saggio ha per tema l’inconciliabilità del linguaggio del “dovere” o della Legge col linguaggio dell’essere, che è all’origine del contrasto tra l’“etica” pagana e la “morale” giudaico-cristiana – contrasto che caratterizza nel profondo l’età moderna. Muovendo dall’analisi di alcuni ‘luoghi’ fondamentali della Critica della ragion pratica, illustra le conseguenze più inquietanti della “logica” del “dovere”: 1) la coscienza dell’io come tu a sé stesso, 2) l’inattuabilità costitutiva della Legge, 3) la ‘possibilità’ come essenza del tempo, esprimibile solo con l’ossimoro: “domani può non esserci mai stato tempo”.

 

Parole chiave: Essere, Dovere, Legge, Possibile, Tempo

 

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Cronache dell’oltresoglia

di Mauro La Forgia
«atque», 22 n.s., 2018, pp. 71-88

L’autore del saggio presenta tre situazioni cliniche caratterizzate rispettivamente da stramberia, vissuti di disumanità, e vuoto comunicativo, in ciascuna delle quali si è determinata un’interruzione precoce del trattamento. Le ragioni della problematicità della terapia sono analizzate avvalendosi delle ricerche cliniche sviluppate per queste particolari forme di disagio psichico da L. Binswanger, H.F. Searles e B. Callieri. Vengono allo stesso tempo descritte le difficoltà e gli ostacoli soggettivi incontrati dal terapeuta nel tentativo di stabilire modalità di contatto e di cura con casi che sembravano presentare una costitutiva irraggiungibilità e intrattabilità.

 

Parole chiave: interruzione della psicoterapia, stramberia, terapia del non umano, terapia delle parole

 

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Soglie del dolore

di Elisa Arnaudo
«atque», 22 n.s., 2018, pp. 89-98

Le definizioni scientifiche di soglia del dolore e di dolore manifestano il mutamento di prospettiva nella comprensione del fenomeno occorso in medicina nella seconda metà del Ventesimo secolo. Al centro di questa rinnovata visione vi è la centralità dell’esperienza del sofferente e la sua autorità epistemica in relazione all’esperienza di dolore. Questo nuovo sguardo della scienza sul dolore si scontra però con le resistenze di un quadro conoscitivo caratterizzato da un dualismo eziologico che fallisce nell’apprezzamento della complessità del dolore vissuto, in particolare in relazione a condizioni elusive come la sindrome fibromialgica.

 

Parole chiave: soglia del dolore, dolore, neurofisiologia del dolore, sofferenza, epistemologia, fibromialgia

 

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La natura coerente: discontinuità non essenziale tra natura, vita e coscienza

di Pierfrancesco Franzoni
«atque», 22 n.s., 2018, pp. 99-108

Deve essere un principio della biologia e della scienza in generale che in natura ogni novità non è altro che una modifica di qualcosa di già esistente in natura, dato che nulla può essere aggiunto dall’esterno della natura. Perciò la natura non presenta discontinuità reali, ma diversi livelli di complessità. Questo vale per differenze effettivamente esistenti, quali quella tra l’inanimato e la vita, e quella tra il fisico e il mentale (il corpo e la coscienza). A questa seconda soglia è dedicata la prima parte di questo lavoro, in cui sostengo l’inconsistenza di alcuni argomenti a proposito dei cosiddetti qualia e di quello che è stato definito il problema difficile (hard problem) riguardo alla natura della coscienza. Nella seconda parte allargo lo sguardo a tutta la natura, problematizzando brevemente, oltre all’idea di “coscienza”, la nozione di “vita”.

 

Parole chiave: coscienza, problema difficile, qualia, dualismo, cervello, mente, vita

 

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Soglia Lubitz. Manovre di discesa controllata

di Antonino Trizzino
«atque», 22 n.s., 2018, pp. 109-125

Il 24 marzo 2015 il copilota Andreas Lubitz si schianta deliberatamente con il suo Airbus A320 sulle montagne dell’Alta Provenza, causando la morte di centoquarantanove passeggeri. La decisione di Lubitz non è più soltanto una decisione umana; è tale che ciò di cui decide va al di là di ciò che è calcolabile come effetto di una decisione umana. Questa soglia estrema evoca altri sistemi di funzionamento e altre interpretazioni: il richiamo è alle ricerche di Uexküll sugli ambienti animali, alle idee di Kant sulla fine del mondo, allo studio del comportamento suicida di un gruppo di cavallette, alla riflessione sull’esperienza fisica e corporea della caduta e dell’errore.

 

Parole chiave: Andreas Lubitz, aeronautica, suicidio, Uexküll, Daniele Del Giudice

 

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Il soggetto del volere

di Carlo Sini
«atque», 21 n.s., 2017, pp. 19-23

A chi si domandasse quale sia il soggetto della volontà, e così intendesse soddisfare quel desiderio di verità che momentaneamente dissolve l’inquietudine dell’esistenza, sarebbe possibile rispondere che è preferibile immaginare la propria volontà, ciò che ogni volta ci spinge e ci muove, come un accidentale dispiegarsi del mondo e della vita sociale cui si appartiene. Con la preghiera di ascoltare questa “volontà di verità” – a sua volta – come “un accidentale dispiegarsi del mondo e della vita sociale…”.

 

Parole chiave: Marco Aurelio, Cartesio, William James, Nietzsche, verità, volontà, volontà di credere, volontà di verità

 

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Rappresentazioni e narrazioni dell’azione: l’altrimenti e la decisione. Per una fenomenologia del contingente

di Rossella Bonito Oliva
«atque», 21 n.s., 2017, pp. 25-41

Analizzare, descrivere o definire la “volontà” significa spostarsi progressivamente da un approccio psicologico a uno “etico”, perché il volere mette in gioco decisioni e azioni umane, il rapporto con il passato e con il presente: in definitiva l’intera forma umana della vita. Hannah Arendt ne ha colto la centralità nella vita della mente umana la cui creatività e pluralità sono messe a rischio dall’“assenza di pensiero”. Un confronto con il mistero della volontà ha segnato il Moderno, con approcci diversi Kant e Hegel ne hanno fatto oggetto di riflessione legando strettamente la volontà all’esercizio della libertà. La volontà imprime l’orientamento all’opera dell’uomo, disegna ed esprime la sua capacità di pensiero e di giudizio. La crisi del soggetto e della fiducia nel progresso della civiltà umana ha riproposto l’enigma della volontà. Un enigma che ha le sue radici nella stessa rappresentazione che l’uomo si dà e dà di sé stesso. Ogni narrazione, che sia fiduciosa o pessimistica, prova a dare ragione, a costruire una trama per tutto quanto volontariamente o involontariamente messo in atto dall’uomo. Per un “uomo senza qualità” l’enigma sarebbe risolto alla radice liberandolo dall’inquietudine del desiderio.

 

Parole chiave: volontà, libertà, contingenza

 

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