In ogni filosofare non si è trattato per nulla,
fino a oggi, di “verità”, ma di qualcos’altro,
come salute, avvenire, sviluppo, potenza, vita …
F. Nietzsche, La gaia scienza, 1882, Continua a leggere ›
In ogni filosofare non si è trattato per nulla,
fino a oggi, di “verità”, ma di qualcos’altro,
come salute, avvenire, sviluppo, potenza, vita …
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Ars simia naturae
1. Nella cultura filosofica e scientifica del Seicento si fa strada l’affermazione dì una sostanziale non-diversità fra i prodotti dell’arte e quelli della natura. Questa tesi viene contrapposta in modo molto deciso alla tradizionale’ definizione dell’arte che porta a compimento l’opera della natura o la imita nelle sue produzioni. La pretesa dell’arte di raggiungere la perfezione della natura appare – entro la dottrina medievale della imitatio naturae – come un segno di empietà: l’arte è un tentativo di contraffare la natura nei suoi movimenti, le arti meccaniche sono advlterinae per ché prendono a Continua a leggere ›
Queste pagine propongono un’analisi del concetto di “passione”, che ha altrove la sua ragione teoretica fondante e che, nei presenti limiti, si può proporre solo come un modello, uno strumento euristico. In questo senso il testo mira a presentare, con la massima densità e concisione, e rinunciando a supporti bibliografici, un sistema di argomentazioni giudicabile essenzialmente in termini di coerenza interna, e lascia invece spesso a livello di suggerimento per l’ingegno del lettore benevolo la sua valenza di tesi ontologica.
Cos’è una passione? Continua a leggere ›
Ai nostri giorni si parla di psicologia e di psicopatologia affettive. In passato, i fattori affettivi non sono certo stati trascurati completamente, ma si trovavano immediatamente subordinati ad altre facoltà, in primo luogo alle facoltà intellettuali e cognitive, all'”‘essere pensante”, in una parola. Come corollario, per quanto riguarda i disturbi mentali era questione di disordine, di anarchia, di vagabondaggio del pensiero, o, più tardi, di disturbi delle associazioni. Oggi non più.
Naturalmente, quando si tratta della nostra vita mentale, non possiamo stabilire caselle dai limiti nettamente definiti, separando radicalmente un versante dagli altri: tutti, toccandosi da vicino, si Continua a leggere ›
Può sembrare presuntuoso il proporsi di catalogare le varianti abnormi della esperienza passionale amorosa. E questo almeno per due ordini di motivi.
Il primo è semplicemente quello di pensare che l’enorme variabilità di una delle esperienze più soggettive e creative possa essere raccolta in alcuni preordinati contenitori categoriali. Non si può che concordare, almeno parzialmente, con questa obiezione, in quanto per poter trovare tratti comuni bisogna senz’altro fare operazioni di scotomizzazione talvolta molto ampie nell’espressività fenomenica delle esperienze osservate. Costringere cioè un’esperienza multiforme come quella amorosa in una sorta di “letto di Procuste” definito da alcuni «assi» comportamentali o esperienziali. Continua a leggere ›
Quale posto occupa la vergogna in psicopatologia? Non si può ri spondere a questa domanda senza tenere conto di due dati fonda mentali. Il primo è rappresentato dal fatto che in psicopatologia ilva riegato campo delle emozioni è stato tradizionalmente bipartito tra depressione ed elazione maniacale. Gli psichiatri hanno guardato alle emozioni abbagliati da ciò che la clinica metteva drammaticamente sotto i loro occhi, senza tenere sufficientemente conto della ampiezza dello sfondo emotivo sul quale si realizzano patologie psichiche solo apparentemente dominate da un solo affetto. Da Kraepelin in poi, la I divisione del campo emotivo nei due tradizionali ambiti della mania e della depressione, se da un lato ha enucleato con chiarezza l’area della bipolarità maniaco- Continua a leggere ›
Il processo analitico è in qualche modo fondato sulla nostalgia, dato che si gioca sul filo dell’allora e dell’adesso, e lo sguardo rivolto indietro costituisce una condizione indispensabile per il suo sviluppo. Una componente nostalgica permea l’evolversi e il procedere dell’analisi, è un ingrediente fondamentale della relazione transferale, e rappresenta l’ostacolo forse più rilevante alla sua fine. Ma al di là della sua valenza intrinseca nel funzionamento del processo psicoanalitico, è possibile individuare e seguire il filo nostalgico che segna la vita di ognuno, su cui si fonda la tendenza a ipervalutare il passato e a costituire una mitologica età dell’oro verso cui tendere, e ad alimentare in ognuno, in diversa misura, una vena di laudatores temporis acti connessa al rimpianto di un Continua a leggere ›
PRIMA PARTE
La noia non è una passione, ma quell’esperienza che in determinate persone (in determinati temperamenti) è prodotta dall’assenza di passioni; la noia non è l’a-patia, l’indifferenza, ma piuttosto l’inclinazione a patire per l’a-patia o l’anestesia affettiva appena esse si annunciano. L’annoiato ha un bisogno estremo di sentire, e solo appassionandosi può ripristinare, col contatto con l’ambiente e col mondo, quello con se stesso. La noia è quindi una sorta di negativa, oppure di matrice delle passioni, è il sentimento non della mancanza di sentimenti, ma di oggetti che possano suscitarne di Continua a leggere ›
Le passioni sono fenomeni ‘interiori’, soggettivi. La verità, invece, è quella che è, ovvero qualcosa di oggettivo, qualcosa che non dipende dalle nostre passioni. Questo diffuso modo di pensare ha le sue ragioni; tuttavia vorrei mostrare che anche la verità è essenzialmente una passione e anzi che non c’è nulla più della verità che lo sia. Per farlo, dovrò necessa riamente ‘smontare’ quella opinione diffusa che ritiene la verità come qualcosa di ‘oggettivo’: operazione fastidiosa e pericolosa, perché essa indurrà molti a pensare che, ‘inverità’, colui che diffonde siffatti dubbi sulla verità ‘oggettiva’ ha da essere un nichilista, un irrazionalista, un nemico della ragione logico-scientifica, un volgare sofista, un idealista o una sottospecie degli attuali patiti per l’ermeneutica, e insomma un “uomo Continua a leggere ›
Il modello dell’orologio
Il metodo, la geometria, la dimostrazione. Queste parole di Galeno sono le stesse che troviamo in Descartes. Quale similitudine terminologica! Nessun’altra potrebbe permettere meglio di evidenziare differenze decisive. Quando Galeno descrive l’orologio idraulico, egli ne propone la costruzione come un esempio di ragionamento analitico sintetico: questa tecnica è sostenuta come paradigma di un discorso ben condotto, i cui risultati sono prevedibili e certi. È il prototipo dei processi razionali e analitici, che conviene applicare in tutti i campi. A Galeno non viene tuttavia l’idea di sviluppare Continua a leggere ›