Conoscenza e osservazione in psicologia. Due voci del Dizionario junghiano, Bollati Boringhieri

di Paolo Francesco Pieri
«atque», 22, 2000, pp. 165-182

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CONOSCENZA (ingl. Knowledge;ted. Kenntnis; fr. Connaissance)

 

L’accertamento tecnico di un qualsivoglia oggetto, ma anche la disponibilità e il possesso della relativa attrezzatura metodologica; disponibilità e possesso che in vario modo si danno sia nell’ambito delle differenti pratiche collettive sia nell’ambito personale e privato. 

In una simile definizione generalissima fanno questione i seguenti elementi, che si richiamano tra loro: 1) ilrapporto tra l’accertamento tecnico dell’oggetto e l’oggetto stesso; 2) la relazione tra il Continua a leggere ›

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Note su Per la critica della psicoanalisi di Karl Jaspers

di Vania Berlincioni e Enrico Petrella
«atque», 22, 2000, pp. 151-164

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L’avversione di Karl Jaspers per la psicoanalisi trova espressione in vari luoghi delle sue opere, ma è sinteticamente puntualizzata in modo definitivo in un breve e veemente scritto del 1950. Il saggio si intitola “Per la critica della psicoanalisi”. Jaspers sessantasettenne, celebrato esponente del pensiero filosofico europeo e insieme celebre ideatore della Psicopatologia generale, offre in omaggio questo saggio al neuropsichiatra tedesco Hans W. Gruhle, in occasione del suo set­tantesimo compleanno. Il lavoro fu pubblicato su “Nervenartz”, e può essere letto in italiano nella raccolta jaspersiana Il medico nel!’età della tecnica (1986). In questo succoso volumetto è associato agli scritti sulla psicoterapia, estratti dalla sua Psicopatologia generale, e ad altri tre saggi sulla medicina e Continua a leggere ›

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Da Jaspers a Jung. Il ripensamento dell’esperienza come base della teoria clinica

di Maria Ilena Marozza
«atque», 22, 2000, pp. 125-150

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La storia del pensiero psicologico ci ha consegnato una divaricazione radicale, di metodo e d’oggetto, tra le due più profonde, intense e innovative teorie che hanno dominato la ricerca psicologica del XX secolo. Fenomenologia e psicoanalisi hanno sviluppato autonome visioni del comprendere psicologico appoggiate a prospettive epistemologiche e a concezioni antropologiche senz’altro incompatibili.

Semplificando, forse eccessivamente, potremmo dire che lo scalino che separa il procedimento fenomenologico da quello analitico è l’atteggiamento verso la comprensione dell’esperienza psichica, in Continua a leggere ›

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La prospettiva fenomenologica in psicopatologia

di Karl Jaspers
«atque», 22, 2000, pp. 97-124

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Si è soliti distinguere, nell’esame di un paziente psichiatrico, tra sintomi oggettivi e sintomi soggettivi. Sono sintomi oggettivi tutti gli eventi che si manifestano alla percezione: riflessi, movimenti rilevabili, i tratti di un volto riproducibili fotograficamente, eccitazioni motorie, espressioni verbali, produzioni scritte, azioni, comportamenti, e così di seguito. Sono sintomi oggettivi tutte le prestazioni misurabili, come la capacità di lavoro, l’abilità nell’apprendimento, la memoria, eccetera. Si è soliti, infine, porre tra i sintomi oggettivi anche le idee deliranti, i falsi ricordi e simili: in una parola, tutti i contenuti razionali delle manifestazioni linguistiche del paziente. Contenuti che certo non possono essere percepiti sensibilmente, ma solo compresi intellettualmente, e che Continua a leggere ›

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Karl Jaspers: l’inattuale attualità della psicopatologia

di Alberto Gaston
«atque», 22, 2000, pp. 79-96

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Quanto più elabora la sua materia in concetti,

quanto più vi riconosce alcunché di tipico e costante, tanto più

riconosce che in ogni singolo individuo si nasconde qualche co

sa di inconoscibile. Come psicopatologo gli basta sapere che Continua a leggere ›

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Karl Jaspers e la psicopatologia

di Umberto Galimberti
«atque», 22, 2000, pp. 63-78

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È possibile spiegare qualcosa

senza comprenderlo

Karl Jaspers

 

La Psicopatologia generale di K.Jaspers è uno di quei libri che possia mo definire “epocali” perché danno una svolta radicale a uno statuto scientifico o a un ordine disciplinare. Nel 1913, la pubblica Continua a leggere ›

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L’empatia da Jaspers a Freud e oltre

di Mauro Fornaro
«atque», 22, 2000, pp. 43-62

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  1. ]aspers: l’avvento dell’empatia in psicopatologia

La nozione di empatia (Einfuhlung, altrimenti tra dotta con “immedesimazione”, “partecipazione af fettiva”, “enteropatia”), per quanto abbia un ruolo centrale nell’ambito della psicologia comprendente (vestehende Psychologie ), non è focalizzata da Jaspers come ci si aspetterebbe. Essa ha una lunga storia di accezioni e teorizzazioni non sempre univoche, nella filosofia indi nella storiografia e nella sociologia, che qui non è luogo ripercorrere. Merito di Jaspers è di avere introdotto -forse per primo e certo per primo in modo significativo – questa modalità di conoscenza Continua a leggere ›

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La categoria jaspersiana della ‘incomprensibilità’ tra dimensione individuale e dimensione sociale

di Antonella Di Ceglie
«atque», 22, 2000, pp. 29-42

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  1. Le frontiere della incomprensibilità jaspersiana

Dal tempo della sua fondazione come scienza, e dunque dalla sua liberazione dalla demonologia, la psichiatria si è sempre confrontata con la categoria stupefacente della diversità. L’ottimismo positivista del XIX secolo, se da una parte ha rimosso ogni residuo di soprannaturale dall’evento psicopatologico, dall’altra ha riconosciuto nel mito del cervello malato l’origine fondante di modalità aliene di esistenza estranee al concetto di normalità. Il riconoscimento della devianza psichica come evento di natura ha prodotto una crescente semeiotica dell’alienità volta ad individuare con Continua a leggere ›

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Deliri primari e deliri secondari, e problemi fenomenologici di inquadramento

di Franco Basaglia e Agostino Pirella
«atque», 22, 2000, pp. 19-28

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Nel tentativo di ricercare ciò che può essere considerato “primario” nella strutturazione del delirio, possiamo individuare almeno due esigenze. La prima deriva in modo immediato dal metodo delle scienze biologiche e naturali ed è l’esigenza di chiarire in termini di “spiegazione” meccanica le cause di un evento, le quali, appunto perché cause, non possono non essere precedenti – condizione necessaria anche se non sufficiente – alle conseguenze. Attraverso un la voro di riduzione dal complesso al semplice e dal seguente al precedente si pensa di poter giungere al “primitivo”, a ciò che è sorto “per primo” e che, al meno temporaneamente e in via di ipotesi, possiamo considerare come “inderivabile”. Continua a leggere ›

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La incompresa ‘incomprensibilità’ di Karl Jaspers

di Arnaldo Ballerini
«atque», 22, 2000, pp. 7-18

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Karl Jaspers è lo studioso che ha fondato la psicopatologia fenomenologica (il suo testo principe, la Psicopatologia generale, è del 1913 e via via rielaborato e riedito fino al 1959) sottraendo la psichiatria al mito positivistico di una sua esaustiva risoluzione nell’ambito della patologia cerebrale e ad una sua totale sudditanza alle scienze neuropatologiche, aprendo così la strada per un approccio più propriamente antropologico nello studio delle malattie mentali: “Il fatto che le malattie mentali siano fondamentalmente umane ci obbliga a non vederle come un fenomeno naturale generale, ma come un fenomeno specificamente umano”. Continua a leggere ›

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