Come già accade per moltissimi termini di natura specialistica, anche per “ansia”, “paura” e “panico” l’uso popolare sviluppa significati per lo più generici e confusivi, con ampie aree di sovrapposizione e immancabili difficoltà di comprensione. Che il problema ci sia e che si estenda ben oltre il senso comune e il quotidiano colloquiare, si capisce anche dalle difficoltà che s’incontrano nella somministrazione (e, ovviamente, ancor più nell’autosomministrazione) di scale di valutazione in cui si chiede “quanto spesso si è stati ansiosi” supponendo, forse troppo ottimisticamente, che chi risponde sappia con chiarezza di cosa si sta parlando. Poiché, d’altra parte, è pur vero che non si può chiedere ai soggetti intervistati di attenersi nelle risposte ai criteri del Continua a leggere ›
