, 1995, pp. 25-44
Chi dice “cogito ergo sum”? Chi può dirlo? È possibile deciderlo solo se si determina prima che cosa significa “cogito”.
Ricorriamo al classico esempio cartesiano: sono accanto al camino, la legna arde, sento il calore del fuoco. Svegliandomi mi accorgo d’aver sognato: sono a letto, e il calore, che le coperte impediscono si disperda, è del mio corpo e non vien’e da fuori. Pertanto, se cogitare è questo “accorgersi”, se cogitare è distinguere la veglia dal sonno e dal sogno, allora cogitare non è sentire. Per dire “cogito”, debbo essere capace di riflessione. Cogitare è piegarsi sul proprio sentire, distinguendo ciò che è da ciò che non è, ma sembra soltanto. Continua a leggere ›