Molti miei pazienti in trattamento psicanalitico
usano ridere per confermare
la riuscita dell’operazione
che riporta fedelmente Continua a leggere ›
Molti miei pazienti in trattamento psicanalitico
usano ridere per confermare
la riuscita dell’operazione
che riporta fedelmente Continua a leggere ›
Vari modi di ridere
Aristotele sostiene che l’uomo è l’unico essere vivente in grado di ridere. Ciò è dovuto al fatto che egli è capace – vale a dire, che noi siamo capaci – di prendere le distanze dal mondo, dagli altri uomini, da se stesso. Anzi: in questa peculiare capacità di distanziamento sta, per Aristotele, lo specifico dell’umano. Ed è appunto perciò che Gadamer avvicina quest’osservazione all’altra tesi aristotelica, peraltro più nota, per cui l’uomo è l’animale dotato di logos: è l’essere, cioè, capace di linguaggio. Nell’uno e nell’altro caso, nel discorrere e nel ridere, è infatti in gioco una peculiare Continua a leggere ›
Caduta. Fenomenologia di Willy il Coyote
Nettuno ha sposato Venere sul tardi.
Si scherza mica tutti i giorni in casa degli Dei.
L.-F. Céline, Scandalo negli abissi, 1959
Nel riso cade la necessità di un supporto. Di un suolo precedente qualsiasi iscrizione e disponibile alle iscrizioni che lo segneranno. Il taglio che si apre sotto di me è un antidoto alla ragione. Getta nel Continua a leggere ›
L’inesprimibile (ciò che mi appare pieno di mistero
e che non sono in grado di esprimere)
costituisce forse lo sfondo sul quale
ciò che ho potuto esprimere acquista significato. Continua a leggere ›
1907: Luigi Pirandello, spinto da un’emergenza di carriera – il concorso per accedere al ruolo di professore ordinario presso l’Istituto Superiore di Magistero di Roma – mette mano contraggenio a due libri che appariranno quasi contemporaneamente nel 1908: una raccolta di pagine critiche di diversa data (Arte e scienza, Roma, Modes) e il saggio L’Umorismo (Lanciano, Carabba), ricavato dagli appunti presi a lezione da una solerte allieva.
Il saggio reca una epigrafica dedica – «Alla buon’anima/ di/ Mattia Pascal/ bibliotecario» – che suonava irridente nei confronti del costume accademico del tempo. L’autore dedicava infatti solenne Continua a leggere ›
L’umorismo, dice Vladimir Jankélévitch nelle sue ammirevoli notazioni, è indispensabile ai filosofi. Infatti, egli dice anche, «è l’intero pensiero che è rivestito di umorismo». L’umorismo è una forma di «metacoscienza». È un atto che si rivolge su di sé, che applica anzitutto a sé ciò che fa valere per gli altri. L’umorismo, potremmo aggiungere, caratterizza eminentemente la figura del soggetto proprio nel senso in cui Wittgenstein nel Tractatus scrive che «Il soggetto non appartiene al mondo, ma è un limite del mondo» (5.632); e poi significativamente aggiunge: «L’io filosofico non è l’uomo, non il corpo umano o l’anima umana della quale tratta la psicologia, ma il soggetto metafisico, il limite – non una parte – del mondo» (5.641). In questo senso si può allora dire che Continua a leggere ›
L’umorismo è come Dio: se ne può dire solo quello che non è. È sempre qualcos’altro. Lo si definisce negativamente, dall’esterno oppure con sentimenti affini, in riferimento a ciò che gli assomiglia, pur differendone.
Nell’umorismo non c’è un segreto da comprendere o da indovinare, come nella battuta o nel gioco di parole. È l’intero pensiero a esser rivestito di umorismo. Per esempio, in un umorista che fa il fal so ingenuo o dice amenità in tono tranquillo, non ci sono giochi di parole da cogliere, così come non c’è niente di determinabile, di pal pabile o di localizzabile. Il gioco di parole lo si può Continua a leggere ›
Lo psichico è da intendere come la quota dell’immaginazione umana dove si muovono ed emergono i codici simbolici dei processi cognitivi e affettivi. In questo senso, è l’insieme del continuo trans ito di codici simbolici differenti, e di contro, i suoi organi funzionali sono le immagini di noi e del mondo che in vario modo si formano.
La libido è un’energia psichica capace di assumere forme istintintuali e culturali un movimento gnoseologico oltre che affettivo. La libido, da cui il nostro “desiderio” è, infatti, la tensione che si attiva tra i differenti “valori” delle immagini della mente, o, in altre parole, la contrazione profonda che investendo il sistema conscio, manifesta l’esistenza di un qualcosa che l’oltrepassa, sotto la forma di Continua a leggere ›
Per quel che riguarda la psicologia,
tra i vari concetti di verità enumerati
dai filosofi e dagli storici della filosofia,
quello che sembra più convenire Continua a leggere ›
La solitudine è quello spazio mentale dove si confrontano, si rielaborano e si trasformano, nell’immaginazione, i significati della nostra esistenza e della nostra esperienza del mondo. È nella nostra più segreta intimità che avvengono i processi più importanti relativi al Sé, quelli che orientano ilnostro modo di percepirci, di essere e di agire. Saper stare da soli rappresenta una preziosa risorsa quando è necessario modificare l’atteggiamento mentale o il nostro rapporto con gli altri, oppure quando dobbiamo risolvere un conflitto o una preoccupazione. Saper stare da soli significa saper stare, anche, con il proprio corpo: ascoltare le sensazioni degli stati fisici e come queste si correlano alle emozioni psichiche, ai vissuti e agli stati della coscienza. Continua a leggere ›