Il paradosso del ricordare. La memoria e il segreto del corpo

di Felice Cimatti
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 131-147

Scarica intero Articolo

 

C’è un gatto famoso, nella storia della scienza, il cosiddetto gatto di Schrödinger, che sembra essere – finché lo lasciamo in pace, finché non lo andiamo a cercare nella scatola dove l’abbiamo rin chiuso – contemporaneamente vivo e morto. Proprio così, potrebbe essere nello stesso tempo vivo e nello stesso tempo morto. Si tratta di un famoso esperimento mentale ideato nel 1935 dal fisico Erwin Schrödinger (lo scopo dell’esperimento qui non ci interessa, a noi interessa il gatto!). In una stanza ermeticamente chiusa ci sono: un gatto, un atomo radioattivo e una fiala di un veleno. Sappiamo già che lo stato dell’atomo, a una certa ora, avrà la stessa probabilità di essere decaduto oppure no (50% decade, 50% non decade). Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Alla scoperta dell’America: cecità, sinestesia e plasticità percettiva

di Marco Mazzeo
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 117-130

Scarica intero Articolo

In che senso è corretto affermare che l’Homo sapiens è un anima le plastico? Quale aspetto della sua corporeità garantisce agli umani un grado di variabilità di comportamento così elevato che anche il naturalista più riduzionista non può evitare di notare?

Nella letteratura di taglio neuroscientifico e cognitivo circolano nozioni di plasticità sensoriale, molto diverse tra loro. La mia impressione è che, intorno alla nozione di plasticità, sia necessario fare un lavoro di chiarificazione filosofica, per evitare che il vaticinio di Wittgenstein a proposito della ricerca psicologica contemporanea (“metodi sperimentali e confusione concettuale”) continui a Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Varietà di esperienza percettiva: ‘vedere-in’ vs. scambiare qualcosa per un’altra

di Alberto Voltolini
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 103-116

Scarica intero Articolo

Come, a partire da Wollheim, molti hanno rilevato, l’esperienza rilevante per la comprensione pittorica – l’esperienza di “vedere-in”– ha una sua fenomenologia distinta, che consiste nell’esperienza cosciente duplice della tela e del soggetto in essa raffigurato. Ora, questa fenomenologia non è solo, e ovviamente, distinta dalla fenomenologia che spetta alla percezione della tela per sé come oggetto materiale qualsiasi, preso del tutto indipendentemente dal suo valore figurativo, ma è anche distinta dalla fenomenologia che spetta a un’e sperienza molto affine, ossia all’esperienza che consiste nello scambiare qualcosa per qualcos’altro. Se così stanno le cose, seguono varie conseguenze rilevanti; per esempio, quella per cui l’esperienza del trompe l’oeil, riconosciuto come tale, è Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Il pensabile e l’impensabile tra Wittgenstein e Bion

di Roberto Manciocchi
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 75-99

Scarica intero Articolo

Uditore: «Potrebbe aggiungere qualcosa sulla differenza tra

ciò che lei chiama esperienza mentale ed esperienza sensibile»?

Bion: «In un certo senso questa è una domanda semplice e co

me tutte le domande semplici diventa impossibile rispondere. Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Asserzione ed espressione

di Marianna Bernamaschi Ganapini
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 67-74

Scarica intero Articolo

 

L’asserzione

 

Non tutte le asserzioni hanno lo scopo di informare (si conside ri, per esempio, le risposte alle domande di esame), ma informare è una delle funzioni principali dell’asserzione. Per capire cosa sia un’asserzione e come possa trasmettere informazioni dobbiamo individuare le condizioni necessarie del compiere un atto assertivo. Così, dal momento che asserire è un modo di comunicare, intendo qui concentrarmi su come i parlanti comunicano nella pratica assertiva. Per affrontare questa problematica interessa capire se la nozione di “attitude expression” possa essere usata per analizzare il Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Le forme del dire

di Mauro La Forgia
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 51-66

Scarica intero Articolo
  1. Un debito di riconoscenza 

Vorrei partire da un testo, Potenza dell’immagine. Rivalutazione della retorica, nel quale Ernesto Grassi poneva, a conclusione di una presenza culturale travagliata e feconda, alcuni interrogativi es senziali sulle forme espressive dell’umano, ripercorrendo peraltro una vicenda storica segnata, all’origine, dall’intreccio di linguaggio assertivo e di linguaggio argomentativo nella Grecia della tragedia e delle forme iniziali della filosofia. Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Di che parla la talking cure? Lo sfondo sensibile del discorrere in analisi

di Maria Ilena Marozza
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 33-50

Scarica intero Articolo
  1. Una questione di stile

Ed è così che accade: se non cerchi di dire ciò che è indicibile, niente va perduto.

Ma l’indicibile sarà contenuto, indicibilmente, in ciò che è stato detto! 

Ludwig Wittgenstein

 

Questo pensiero di Ludwig Wittgenstein è espresso in una lettera inviata nel 1917 all’amico Paul Engelmann come commento a una poesia di Ludwig Uhland, Il biancospino del conte Eberardo, da Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Interni. Quattro variazioni quasi dialettiche intorno a sensibilità e linguaggio

di Fabrizio Desideri
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 13-32

Scarica intero Articolo

Il comportamento più sottilmente articolato dell’essere

umano è forse il linguaggio insieme al tono della voce e

alla mimica facciale.

Ludwig Wittgenstein

 

Premessa

 

In un passo dei Cahiers Paul Valéry introduce un’opportuna differenziazione all’interno del concetto di sensibilità, distinguendo tra una sensibilità “oggettiva e specializzata”, volta verso l’esterno, Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Prefazione

di Paolo Francesco Pieri
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 9-10

Scarica intero Articolo

  

Il tema di questo libro della nuova serie di “atque” è il linguaggio, assunto nel senso ampio di ciò che contrassegna e intercetta gran parte delle nostre – per così dire – prestazioni cognitive, perfor mative e non solo.

Il libro raccoglie una serie di saggi che insistono e persistono nel solco di un lavoro (ventennale) che sin qui ha prodotto il dialogo tra esponenti della pratica filosofica e di quella psicoterapeutica.

La prima parte prova ad analizzare i modi del linguaggio sia, in generale, nelle nostre pratiche quotidiane sia, nello specifico, nelle pratiche psicoterapeutiche. Alle ampie quanto precise riflessioni Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli

Il senso del tempo e i disturbi neurologici del presente

di Arnaldo Benini
«atque», 3-4 n.s., 2008, pp. 445-459

Scarica intero Articolo

Quid est tempus? Si nemo

ex me querat, scio; si

quaerenti esplicare velim,

nescio […]. Nam si et ibi futura sunt, nondum ibi Continua a leggere ›

Pubblicato in Articoli
Ricerca Fascicoli e Articoli
Tipo
Anno
Fascicolo