Articoli

La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

Ricerca Fascicoli e Articoli
Tipo
Anno
Fascicolo

Homo loquens. Immagini della comunicazione e immagini dell’uomo nel pensiero contemporaneo

di Sergio Moravia
«atque», 2, 1990, pp. 15-40

Ma il guajo è che voi, caro, non saprete mai, né io vi potrò

mai comunicare come si traduce in me quello che voi dite.

Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la

stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e (altro…)

La coscienza della simultaneità

di Sergio Vitale
«atque», 3, 1991, pp. 33-42

La simultaneità , come aspetto costitutivo della presenza, è emersa lentamente e faticosamente alla co­scienza del pensiero occidentale. La consapevolezza che ogni cosa avviene simultaneamente, e che l’accadere dell’evento si accompagna sempre al più genera­ le con -accadere del mondo, è un’acquisizione relati­vamente tarda e al tempo stesso fortemente precaria, che stenta a radicarsi nelle nostre coscienze.

Solitamente siamo portati a riconoscere solò ad uno sguardo retrospettivo alcuni aspetti della simul­taneità, quegli incroci che, considerati a posteriori, ci stupiscono, assumendo le sembianze (altro…)

Le ‘convinzioni del sentimento’: desiderio e ragione nella psicologia del profondo

di Maria Ilena Marozza
«atque», 2, 1990, pp. 41-60

Si deve senz’altro alla psicoanalisi il tentativo più radicale di fondare sulla passione l’intera origine del la vita psichica. Peraltro, Freud e Jung elaborano due concezioni estremamente diverse del rapporto tra desiderio e ragione, da cui derivano visioni inconciliabili della psicologia.

In uno degli scritti più brevi ma più importanti per la messa a punto della sua teoria, Precisazioni sui due principi dell’ organizzazione psichica (1911), Freud, partendo dall’interrogativo di quale sia «il significato psicologico del mondo reale esterno nella struttura del­ le nostre teorie» , delinea le vicende del desiderio primario nell’impatto con la realtà. L’attività desiderante, con la sua (altro…)

I confini Io-Mondo nella Wahnstimmung

di Eugenio Borgna
«atque», 3, 1991, pp. 43-54

Premessa   

Le definizioni del delirio sono infinite; e ciascuna di esse non riesce se non a cogliere un aspetto di questa esperienza psicopatologica così enigmatica e così rivoluzionaria rispetto alle abituali modalità di comunicare (di entrare-in-relazione) con gli altri-da-sé e con il mondo.

Mettendo-fra-parentesi ogni impostazione ideo logica (quella rigidamente noso-logica della psichiatria clinica in particolare), e cercando di vivere e di tematizzare il delirio nella sua immediatezza fenomenologica, non si sfugge alla intuizione (antepredicativa) che nel delirio si abbia a che fare con un disturbo della intersoggettività: come ha inteso dimostrare W. BLAN KENBURG in un suo (altro…)

Estetica dell’analisi

di Sergio Vitale
«atque», 2, 1990, pp. 61-78

In breve, è bene

pensare anche affabulando 

E. Bloch

Sentimenti nell’analisi 

C’è una concezione assai diffusa della psicoanalisi, suffragata da una certa lettura dell’opera freudiana, secondo la quale l’esperienza dell’ analisi appartiene al dominio della ricerca oggettiva della (altro…)

Il delirio tra scoperta e rivelazione

di Mario Rossi-Monti
«atque», 3, 1991, pp. 55-66

Una «teoria delirante»

Se, come scrive KELLY , «l’uomo sta alla propria organizzazione cognitiva come lo scienziato sta alla propria teoria», anche il delirante inventa e costruisce una propria teoria del mondo che può giungere -anche se non invariabilmente -a sacrificare «la capacità di essere plausibile>, vale a dire il «criterio della plausibilità sociale». E in questo senso che appare possibile istituire una analogia tra le descrizioni di due situazioni apparentemente molto lontane: la descrizione della fase che precede lo sviluppo di un delirio e la descrizione della fase che precede, nel la voro di uno scienziato, il (altro…)

I segni della salute

di Carlo Sini
«atque», 1, 1990, pp. 49-58

Nella Fisica Aristotele osserva che due sono i movimenti che producono il risanamento o la salute. Il primo è la iatreusis in quanto tecnica medica; il secondo è la ugiasis in quanto risanamento che pro duce la ugieia, la salute. Ora, non bisogna credere che la iatreusis sia la vera e propria causa della salute. La salute è una dote naturale, una proprietà che appartiene ai corpi nati da physis. Essa non può essere indotta da cure e tecniche mediche. Ne deriva che l’uomo, in quanto ente naturale, ha il risanamento in se stesso. Il risanamento è un processo spontaneo che le tecniche mediche possono solo favorire o stimolare. La salute è una condizione naturale che ha la sua causa in se stessa. (altro…)

L’idea di zòon politikòn e la conoscenza come costruzione

di Alfonso Maurizio Iacono
«atque», 2, 1990, pp. 79-92

  1. Se si assume che la conoscenza è una costruzione della realtà, e non una sua rappresentazione; se si ammette che un sistema vivente è autonomo e chiuso e che il suo rapporto di conoscenza con il mondo esterno non dipende da una pretesa corrispondenza fra ciò che per comodità si può indicare come ‘interno’ e come ‘esterno’, ma da un’attività produttiva dell’ ‘interno’ che, di fronte alle perturbazioni esterne, si autorganizza per mantenere una realtà stabile; se si afferma che, per esempio, l’ambiente non viene scoperto, ma inventato dal sistema che vi interagisce; se si parte da tali presupposti epistemologici e se li si applica agli esseri umani, sorgono inevitabilmente alcune domande. Cosa fa sì che la conoscenza della realtà non sia il prodotto del solipsismo? Come gli esseri umani condividono le medesime categorie di pensiero? Co me fanno a comprendersi a convivere? Che posto occupano le interazioni sociali nei processi di costruzione della realtà?

(altro…)

La trama

di Maurizio Ferrara
«atque», 3, 1991, pp. 67-80

L’architettura del campo della coscienza è destrutturata nello stato d’animo delirante; la confusione ed il panico inesprimibile della catastrofe dell’io possono sfociare nella certezza della apofania, e accade che la metamorfosi di significato del mondo esterno si coaguli nella elaborazione secondaria di un sistema delirante. Inizia così una storia di schizofrenia, un mondo vissuto nel segno dell’intrusione: “intrusione nell’oggetto, intrusione da parte dell’oggetto si inseguono, si incatenano, e talora si mischiano.

Ma in prima persona una paziente schizofrenica (Patricia Ruocchio) scrive di sé: (altro…)

Delirio, scacco gnoseologico, limiti della comprensibilità

di Arnaldo Ballerini e Mario Rossi-Monti
«atque», 1, 1990, pp. 59-72

Il delirio: una pietra angolare della psicopatologia

Il contributo è incentrato su una rilettura del concetto di delirio di rapporto sensitivo di Ernst Kretschmer . Sembra che questo concetto -per altro cosl fecondo di implicazioni teoriche, cliniche e psicodinamiche -sia andato incontro ad un incomprensibile oblio fino ad essere pressoché scomparso dal panorama della letteratura psichiatrica odierna.

Si tratta di seguire il filo rosso del delirare e del delirio che, sia nei suoi aspetti più strutturati ed esplicitati sia in quelli più sommessi ed evanescenti, rappresenta da sempre il campione esempla re (altro…)