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La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

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L’empatia da Jaspers a Freud e oltre

di Mauro Fornaro
«atque», 22, 2000, pp. 43-62

 

  1. ]aspers: l’avvento dell’empatia in psicopatologia

La nozione di empatia (Einfuhlung, altrimenti tra dotta con “immedesimazione”, “partecipazione af fettiva”, “enteropatia”), per quanto abbia un ruolo centrale nell’ambito della psicologia comprendente (vestehende Psychologie ), non è focalizzata da Jaspers come ci si aspetterebbe. Essa ha una lunga storia di accezioni e teorizzazioni non sempre univoche, nella filosofia indi nella storiografia e nella sociologia, che qui non è luogo ripercorrere. Merito di Jaspers è di avere introdotto -forse per primo e certo per primo in modo significativo – questa modalità di conoscenza (altro…)

Spiegazione, descrizione, racconto

di Sebastiano Ghisu
«atque», 18-19, 1998, pp. 65-88

Introduzione

1. La finalità di quest’articolo consiste innanzitutto nel confrontare tra loro i concetti e le pratiche di spiegazione, descrizione e racconto, ricercandone così le possibili demarcazioni o interazioni. Si tratterà in secondo luogo di vedere se sia possibile tracciare una linea di confine tra testo narrativo e ciò che qui chia mo “testo cognitivo”, intendendo con tale espressione quei testi che veicolano teorie propriamente cognitive, scientifiche o non scientifiche, epistemiche o epistemologiche. Si cercherà quindi di vedere dove risieda la demarcazione (se una ve ne è) tra i due generi di testo che (altro…)

La coscienza e i suoi disturbi

di Luigi Aversa
«atque», 20-21, 1999, pp. 77-86

  1. La coscienza come processo di ricategorizzazione

 

Volendo condurre una riflessione seria sul complesso fenomeno della coscienza, dobbiamo cercare d’analizzare quegli elementi essenziali e costitutivi che possono servirci per isolare un filo conduttore che faccia da guida al nostro discorso e che nel con tempo tenga conto di quel dato di riferimento estremamente importante che è l’esperienza clinica e psicoterapeutica.

L’analisi fenomenologica della coscienza ha ben messo in luce quali sono i suoi elementi fondamentali e costitutivi, identificandoli nel tempo, nello spazio e nell’intenzionalità. Ma tempo, spazio e (altro…)

Karl Jaspers e la psicopatologia

di Umberto Galimberti
«atque», 22, 2000, pp. 63-78

È possibile spiegare qualcosa

senza comprenderlo

Karl Jaspers

 

La Psicopatologia generale di K.Jaspers è uno di quei libri che possia mo definire “epocali” perché danno una svolta radicale a uno statuto scientifico o a un ordine disciplinare. Nel 1913, la pubblica (altro…)

La ricerca della verità come etica della cura

di Maria Ilena Marozza
«atque», 18-19, 1998, pp. 89-104

Infine non bisogna dimenticare che la relazione analitica

è fondata sull’amore della verità,

ovverosia sul riconoscimento della realtà,

e che tale relazione non tollera né finzioni né inganni.

(S. Freud, 1937) (altro…)

Sulle origini della coscienza e del sé

di Mauro Mancia
«atque», 20-21, 1999, pp. 87-106

 

1. Questo mio contributo comporta due vertici di osservazione relativamente alla coscienza, vertici che cercherò di collegare tra loro. Un vertice neurobiologico che riguarda in particolare la coscienza di base (o crude consciousness) e quelle funzioni come la veglia, l’attenzione, la percezione, la stessa memoria, che a questa coscienza si col legano. Un vertice psicologico e psicodinamico che investe in parti colare la coscienza di ordine superiore o coscienza di sé o autocoscienza (o differentiated consciousness ). Il collegamento che ho promesso di fare tra questi due vertici riguarda un vecchio irrisolto problema: quello della relazione tra mente e cervello e cioè tra psicodinamica e neuroscienze. (altro…)

Karl Jaspers: l’inattuale attualità della psicopatologia

di Alberto Gaston
«atque», 22, 2000, pp. 79-96

Quanto più elabora la sua materia in concetti,

quanto più vi riconosce alcunché di tipico e costante, tanto più

riconosce che in ogni singolo individuo si nasconde qualche co

sa di inconoscibile. Come psicopatologo gli basta sapere che (altro…)

Le parole dell’efficacia nella clinica psicoanalitica

di Mauro La Forgia
«atque», 18-19, 1998, pp. 105-116

Curavo un bambino particolarmente interessante,

che all’inizio non parlava affatto.

Quando cominciò a parlare

si mise a soffiare tra le labbra. Quando gli chiesi: “Perché lo fai?”, (altro…)

Trauma e dissociazione alla luce della teoria dell’attaccamento

di Giovanni Liotti
«atque», 20-21, 1999, pp. 107-126

 

L’ultima edizione del Diagnostù: and Statistic Manu al o/ Mental Disorders (DSM-IV) propone, rispetto all’edizione precedente, di cancellare l’antico termi­ ne di Personalità Multipla – considerato a lungo adatto ad indicare il più completo ed emblematico fra i disturbi dissociativi della coscienza – e di sostituirlo con quello di Disturbo Dissociativo dell’Identità ( Dissociative Identity Disorder ). Invece che ad un essere umano con due o più personalità, la nomenclatura proposta dalla nosografia psichiatrica corrente ci invita dunque a pensare ad una identità dissociata, composta da due o più “stati di persona lità” (personality states) fra loro diversi, e non integrabili nella memoria di sé. (altro…)

Appunti su ‘verità e efficacia’ nel lavoro psicoterapeutico

di Amedeo Ruberto
«atque», 18-19, 1998, pp. 117-128

 

  1. Supponiamo che ci si presenti un individuo sostenendo di essere un cavallo: come potremmo accertarne la verità?

Probabilmente la maggior parte di noi, se non è medico, provvederebbe ad accompagnare il poveretto da uno specialista o lo inviterebbe caldamente a recarvisi al più presto. Se medico, metterebbe in vece mano al ricettario per prescrivere una congrua dose di farmaci. Una più esigua minoranza forse proverebbe a convincerlo dell’impossibilità di quello che sta affermando e qualche buon intenzionato magari cercherebbe di incastrarlo con un sillogismo del tipo: (altro…)