Articoli

La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

Ricerca Fascicoli e Articoli
Tipo
Anno
Fascicolo

Il presente dissociato

di Benedetto Farina
«atque», 3-4 n.s., 2008, pp. 391-418

Una psiche per la psichiatria

 

Cominciamo con la conclusione. Da Il momento presente di Daniel Stern:

 

Sono il presente e la coscienza i centri di gravità, non il passato e l’inconscio […] ritengo che questa nuova prospettiva, legata al momento presente, modificherà sotto molti aspetti le nostre concezioni di fare terapia. (altro…)

Il paradosso del ricordare. La memoria e il segreto del corpo

di Felice Cimatti
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 131-147

 

C’è un gatto famoso, nella storia della scienza, il cosiddetto gatto di Schrödinger, che sembra essere – finché lo lasciamo in pace, finché non lo andiamo a cercare nella scatola dove l’abbiamo rin chiuso – contemporaneamente vivo e morto. Proprio così, potrebbe essere nello stesso tempo vivo e nello stesso tempo morto. Si tratta di un famoso esperimento mentale ideato nel 1935 dal fisico Erwin Schrödinger (lo scopo dell’esperimento qui non ci interessa, a noi interessa il gatto!). In una stanza ermeticamente chiusa ci sono: un gatto, un atomo radioattivo e una fiala di un veleno. Sappiamo già che lo stato dell’atomo, a una certa ora, avrà la stessa probabilità di essere decaduto oppure no (50% decade, 50% non decade). (altro…)

Fermare il tempo. Applicazioni di cronografia romana

di Riccardo Scarcia
«atque», 3-4 n.s., 2008, pp. 113-130

Fly envious Time, till thou run out thy race,

Call on the lazy leaden-stepping hours,

Whose speed is but the heavy Plummets pace;

And glut thy self with what thy womb devours,

Which is no more then what is false and vain […], (altro…)

Terrorismo suicida come patologia psico-sociale

di Anna Sabatini Scalmati
«atque», 3-4 n.s., 2008, pp. 421-446

dall’inatteso arriva la paura

Frammento di Archiloco, VII sec. a.C.

 

Le guerre che dilaniano le regioni del pianeta, la scienza piegata alla politica, la pervasività dell’economia e l’industria culturale e ideologica chiedono alle scienze umane di cimentarsi con una visione olistica, un sapere che superi le scissioni, le unipolarità delle posizioni manichee e si apra a situazioni extraterritoriali, al disagio della civiltà segnato dall’inquietante discontinuità prodotta (altro…)

Il procedimento sintagmatico del linguaggio e il problema della traduzione

di Helmut Plessner
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 151-166

 

Già discutendo le modalità dell’intuizione abbiamo riconosciuto che la funzione del linguaggio consiste nel fatto che attraverso la designazione essa rende interindividuale anche ciò che di natura non è o non è soltanto precisabile, analogamente all’aspetto qualitativo della dimensione psichica. Anima e linguaggio hanno pertanto una funzione in comune, anche indipendentemente dal fatto che il linguaggio designi lo psichico. L’eloquenza naturale senza segni, suoni o qualche altro gesto che ha come significato qualcosa mostra l’anima nei movimenti espressivi del corpo. Uno sguardo, un arrossire, un ritrarsi, sono sufficienti per il dialogo dell’anima, senza che siano i segni convenzionali a procurare il rapporto reciproco. La mimica che produce significati, che afferra l’importo di (altro…)

Il dove e il quando della coscienza nel cervello

di Daniel C. Dennett e Marcel Kinsbourn
«atque», 3-4 n.s., 2008, pp. 131-182

Non sono davvero sicuro se gli altri non riescano a percepirmi o se, una frazione

di secondo dopo che il mio volto abbia interferito con il loro orizzonte,

un milionesimo di un secondo dopo che essi abbiano posato il loro sguardo

su di me, subito inizino a cancellarmi dalla loro memoria: dimenticato prima (altro…)

Il senso del tempo e i disturbi neurologici del presente

di Arnaldo Benini
«atque», 3-4 n.s., 2008, pp. 445-459

Quid est tempus? Si nemo

ex me querat, scio; si

quaerenti esplicare velim,

nescio […]. Nam si et ibi futura sunt, nondum ibi (altro…)

Sensibilità, psiche e linguaggio nella riflessione estetica e antropologica di Helmut Plessner

di Alessia Ruco
«atque», 5 n.s., 2008, pp. 167-184

  1. Antropologia filosofica e linguaggio 

Nell’opera fondativa della sua antropologia filosofica, I gradi dell’organico e l’uomo, Plessner inserisce la questione del linguaggio all’interno del capitolo sull’immediatezza mediata (vermittelte Unvermitteltheit), che insieme all’artificialità naturale e al luogo utopico costituisce uno dei tre criteri che contraddistinguono l’uomo in quanto essere vivente posizionato eccentricamente rispetto al proprio sé e al proprio campo esperienziale. (altro…)

Prospettive cliniche dell’intenzionalità

di Mauro La Forgia
«atque», 1 n.s., 2006, pp. 297-322

 

In analisi con Mario Trevi 

Lavorare con Mario Trevi ha comportato il fatto di accettare che l’analisi non fosse soltanto esplorazione dell’inconscio o interpreta zione del transfert; utilizzando uno dei termini che Trevi stesso – tra il serioso e il sornione – pescava tra i plessi della lingua italiana, l’analisi con Trevi è stata psicagogica.

Il lavoro terapeutico era di continuo animato e ampliato da presenze letterarie, da spunti filosofici o da richiami di storia delle idee; a volte, ci si accaniva sul diverso impatto conoscitivo da attribuire (altro…)

Note su ironia, consapevolezza e processo conoscitivo

di Mauro La Forgia
«atque», 2 n.s., 2007, pp. 123-132

 

Ironia e consapevolezza del conoscere

 

Due dimensioni vengono in particolare sottolineate nelle indagini sull’ironia.

La prima riguarda la simultaneità dell’origine e della costituzione di ironia e consapevolezza, e cioè la qualità, che è propria del dispositivo ironico, «d’innalzare a seconda potenza la soggettività», in troducendo quell’incessante intreccio di prospettive che è proprio di una soggettività in continuo confronto con se stessa. La seconda mette in evidenza la qualità dell’ironia come modalità “negativa” (altro…)