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La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

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L’apparente specificità della clinica

di Mauro La Forgia
«atque», 6-7 n.s., 2009, pp. 123-134

  1. Una crisi ininterrotta

 

La “crisi” dell’opzione riduzionista (connotata, al fondo, da una più o meno esplicita scelta naturalistica) che caratterizzava le cosiddette psicologie del profondo o dell’inconscio (freudiana, junghiana, adleriana e quant’altro) è, a ben vedere, un processo che inizia col nascere di queste psicologie e continua fino ai nostri giorni, senza che se ne intraveda un’esplicita conclusione; anzi, continuano ad esistere gruppi isolati ma agguerriti che negano la crisi dell’opzione suddetta, agendo di fatto come instancabili rivificatori del suo stato comatoso. (altro…)

La vita è sogno

di Silvano Tagliagambe
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 47-96

 

I sogni sogni sono […]

ma che sia realtà o sogno, il giusto conta.

Calderòn de la Barca, La vida es sueño

 

  1. La borsa di Mary Poppins

 

A chiunque abbia visto il film Mary Poppins sarà rimasta impressa la scena nella quale la fantastica governante tira fuori dalla sua borsa ogni sorta di oggetto dalle dimensioni più disparate. (altro…)

Del comprendere. A partire da Wittgenstein

di Fabrizio Desideri
«atque», 6-7 n.s., 2009, pp. 137-156

 

Si potrebbe anche chiamare filosofia

tutto ciò che è possibile prima di ogni nuova scoperta e invenzione.

L. Wittgenstein

 

 

Comprendere in genere

 

Riguardo al problema della comprensione, come riguardo a ogni altro problema filosofico, sarà bene esercitare una sana diffidenza nei confronti di facili o difficili generalizzazioni, come se vi fosse (altro…)

Sogno ed esistenza. Note su Binswanger

di Eugenio Borgna
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 97-102

Premessa

 

Non è possibile riflettere sulle considerazioni fenomenologiche e antropologiche che Ludwig Binswanger è venuto genialmente svolgendo nei suoi lavori, senza ricordare come in essi si sia ispirato, in parte, alla filosofia husserliana e in parte, sempre più dominante, a quella heideggeriana.

Quando, nel 1930, ha scritto il saggio Sogno ed esistenza, sulle correlazioni tematiche fra il sogno e l’esistenza, egli è stato radicalmente influenzato dall’opera fondamentale di Martin Heidegger, (altro…)

Essere nel mondo: io e il mio doppio

di Giuseppe Vitiello
«atque», 6-7 n.s., 2009, pp. 157-178

  1. Il dilemma di Lashley

 

Negli anni quaranta, sulla base delle sue esperienze di laboratorio Karl Lashley osservava: «Qui è il dilemma. Impulsi nervosi sono trasmessi (…) da cellula a cellula attraverso definite connessioni cellulari. Eppure, tutto il comportamento sembra essere determinato da masse di eccitazioni (…) entro campi generali di attività, senza riferimento a particolari cellule nervose (…). Quale tipo di organizzazione nervosa può mai rendere conto di configurazioni di eccitazioni [che si propagano] senza ben definiti e specializzati canali di comunicazione cellu lare? Il problema è quasi universale nell’attività del sistema nervoso». Lashley arrivava così alla formulazione dell’ipotesi dell’azione di massa nel memorizzare e nel ricordare informazioni da parte del cervello. Le osservazioni (altro…)

‘Reimparare a sognare’. Note su sogno, immaginazione e politica in Michel Foucault

di Stefano Catucci
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 103-118

Toute imagination, pour être authentique,

doit réapprendre à rêver.

M. Foucault, Introduction à  L. Binswanger, Rêve et existence, 1954

 

  1. Il luogo del possibile 

Il nome di Artemidoro, al cui Libro dei sogni Michel Foucault de dica nel 1984 il capitolo d’apertura di La cura di sé, non compare nello scritto che egli aveva pubblicato giusto trent’anni prima come (altro…)

I neuroni specchio e l’ipotesi neurale: dalla simulazione incarnata alla cognizione sociale

di Vittorio Gallese
«atque», 6-7 n.s., 2009, pp. 181-219

  1. Introduzione

 

Il punto di vista tradizionale nelle scienze cognitive sostiene che gli esseri umani sono capaci di comprendere il comportamento degli altri nei termini dei loro stati mentali – intenzioni, credenze e desideri – sfruttando ciò che comunemente si chiama “psicologia ingenua”. Secondo una veduta ampiamente condivisa, i primati non umani, scimmie incluse, non si affidano ad approcci fondati sul mentale per quanto riguarda il comportamento reciproco. Questo punto di vista prefigura una netta distinzione fra le specie non umane, confinate alla lettura del comportamento, e la nostra specie, per la quale la cognizione sociale fa uso di un livello diverso di spiegazione: la lettura della mente. L’indagine neuro scientifica della supposta esclusiva capacità umana di leggere la mente, tuttavia, (altro…)

Sulla polarità tra ‘estetica e poietica’: intorno al Discorso sull’estetica di Paul Valéry

di Fabrizio Desideri
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 121-144

  1. Polarità generative e metafore paradigmatiche 

La difficoltà di comprendere nella sua unità e coerenza di sviluppo un pensiero indubbiamente proteiforme quale quello di Paul Valéry è spesso resa insormontabile dalla pretesa di ricondurlo nella cornice di un unico paradigma teorico-concettuale o almeno di un unico un tema fondamentale. Mono-paradigmaticità e mono-temati smo son in conflitto, nel caso di Valéry, con l’evidente poliritmia della sua riflessione e con la pluralità di direzioni e di piani del suo pensiero e della sua opera. L’esigenza in questione può però venire soddisfatta, con le dovute cautele, qualora si (altro…)

Riflessioni su L’altro maestro

di Gerardo Botta
«atque», 6-7 n.s., 2009, pp. 223-234

Non posso resistere a una considerazione generale, anche se breve, sull’evento-incontro che ci riunisce oggi: è una di quelle occasioni che, nella sua novità, si costituisce come un piccolo ma significativo segno dei tempi: l’indizio di qualcosa che cambia e si fa avanti in una scuola analitica che mostra un vero interesse per quanto hanno da dire gli allievi che in essa si formano.

La sensibilità coraggiosa, che attraverso questa occasione la scuola manifesta, è forse l’indice di una capacità di tollerare la propria messa in discussione senza considerarla una minaccia, né teme, così facendo, una perdita di autorevolezza, aggrappandosi a una vuota autoreferenzialità. (altro…)

Dalla magia naturale del sogno all’ars dell’esitazione in Paul Valéry

di Felice Ciro Papparo
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 145-160

 

a Bianca Maria,

al suo inesausto desiderio di sognare

 

Perché vede più certa la cosa l’occhio nei so

gni, che colla immaginazione stando desto.

Leonardo (altro…)