Stati di sonnolenza. Ovvero quando sonno e veglia non sono fenomeni uniformi ma ampie classi di fenomeni

di Roberto Manciocchi
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 225-242

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Il lavoro onirico che conosciamo è soltanto un piccolo aspetto del sognare vero e proprio: quest’ultimo essendo un processo continuo che appartiene alla vita della veglia e che è in azione durante tutte le ore di veglia, ma che di solito non è osservabile in quel periodo se non nel paziente psicotico.

 

 

È stato detto, in ambito psicoanalitico, che la teoria bioniana del sogno segna uno spartiacque epistemologico, rispetto alla teoria di Sigmund Freud, paragonabile alla differenza fra la teoria della gravitazione universale e quella della relatività. Continua a leggere ›

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Psicoterapia e sogno come pratiche retoriche

di Mauro La Forgia
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 211-224

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  1. Metamorfosi della parola

C’è una parola dell’inizio e c’è una parola della fine.

La parola dell’inizio manifesta, nella forma del vocalizio, gli al bori della nostra esperienza di individui, accompagna musicalmente le prime azioni nel mondo (ripetendo, in questo, quel gesto voca le ora sussurrato, ora urlato con il quale l’uomo-cacciatore richiamava l’attenzione dei suoi simili, dava espressione ai suoi timori o ai suoi ordini, segnalava l’accerchiamento di una preda). Questa Continua a leggere ›

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Coscienza e sogno in psicoterapia

di Amedeo Ruberto
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 201-210

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Mi è stato chiesto di esporre qualche considerazione sul tema della relazione tra coscienza e inconscio ma ho dovuto aggiungere nel titolo la specificazione di un contesto sperimentale e finalizzato a un qualche tipo di cambiamento positivo come quello della psicoterapia (avrei dovuto aggiungere junghiana e poi forse: per quanto attiene alla mia esperienza personale). Ho infatti l’impressione che al di fuori di quel contesto, non si sappia bene cosa farsene dei sogni e, francamente, interpellati alcuni validi colleghi, appare forte e consistente l’affermarsi di un atteggiamento per lo meno insofferente, perplesso e un po’ stanco a fronte del sognare come se si resuscitasse un vetusto e inconsistente problema cui bisogna pur dare una risposta, da un lato per una sorta di devozione di Continua a leggere ›

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Il sogno e la po(i)etica in Paul Valéry

di Atsuo Morimoto
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 183-197

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Introduzione

 

Il sogno è una delle nozioni chiave della po(i)etica di Valéry. Per comprendere ciò, è necessario in primo luogo precisare che l’i dea valeriana di poïétique fu concepita per rinnovare radicalmente quella che era la nozione per così dire tradizionale di poetica, mettendo piuttosto in rilievo il momento della composizione o, in un senso ancora più generale, quello dell’atto che risiederebbe nella creazione della poesia. Continua a leggere ›

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Gradi del disegno. Per una poetica del sogno in Paul Valéry

di Masanori Tsukamoto
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 161-182

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Valéry rifiuta categoricamente di assimilare il sogno alla poesia. Basta dare uno sguardo alle note che, a proposito del sogno, ha scritto nei Cahiers e l’evidenza di questo rifiuto balza subito agli oc chi. Per esempio: «La confusion Rêve-Poésie est chose récente — Origine romantique —». E tuttavia, soprattutto a partire dagli anni Dieci, Valéry prende a sfumare questo punto di vista e a mescolare al suo generale disprezzo per la confusione fra sogno e poesia un’affermazione che a esso si oppone: «Rêve encore —/ Il y a positive ment une fonction formative — une fonction dont le résultat est scènes, choses, images, drames…»; «J’admettrai — qu’il existe une Vis formativa — une attitude formative d’images — d’ailleurs le rêve y contraint».  È certo che quando riapre il Continua a leggere ›

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Dalla magia naturale del sogno all’ars dell’esitazione in Paul Valéry

di Felice Ciro Papparo
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 145-160

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a Bianca Maria,

al suo inesausto desiderio di sognare

 

Perché vede più certa la cosa l’occhio nei so

gni, che colla immaginazione stando desto.

Leonardo Continua a leggere ›

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Sulla polarità tra ‘estetica e poietica’: intorno al Discorso sull’estetica di Paul Valéry

di Fabrizio Desideri
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 121-144

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  1. Polarità generative e metafore paradigmatiche 

La difficoltà di comprendere nella sua unità e coerenza di sviluppo un pensiero indubbiamente proteiforme quale quello di Paul Valéry è spesso resa insormontabile dalla pretesa di ricondurlo nella cornice di un unico paradigma teorico-concettuale o almeno di un unico un tema fondamentale. Mono-paradigmaticità e mono-temati smo son in conflitto, nel caso di Valéry, con l’evidente poliritmia della sua riflessione e con la pluralità di direzioni e di piani del suo pensiero e della sua opera. L’esigenza in questione può però venire soddisfatta, con le dovute cautele, qualora si Continua a leggere ›

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‘Reimparare a sognare’. Note su sogno, immaginazione e politica in Michel Foucault

di Stefano Catucci
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 103-118

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Toute imagination, pour être authentique,

doit réapprendre à rêver.

M. Foucault, Introduction à  L. Binswanger, Rêve et existence, 1954

 

  1. Il luogo del possibile 

Il nome di Artemidoro, al cui Libro dei sogni Michel Foucault de dica nel 1984 il capitolo d’apertura di La cura di sé, non compare nello scritto che egli aveva pubblicato giusto trent’anni prima come Continua a leggere ›

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Sogno ed esistenza. Note su Binswanger

di Eugenio Borgna
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 97-102

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Premessa

 

Non è possibile riflettere sulle considerazioni fenomenologiche e antropologiche che Ludwig Binswanger è venuto genialmente svolgendo nei suoi lavori, senza ricordare come in essi si sia ispirato, in parte, alla filosofia husserliana e in parte, sempre più dominante, a quella heideggeriana.

Quando, nel 1930, ha scritto il saggio Sogno ed esistenza, sulle correlazioni tematiche fra il sogno e l’esistenza, egli è stato radicalmente influenzato dall’opera fondamentale di Martin Heidegger, Continua a leggere ›

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La vita è sogno

di Silvano Tagliagambe
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 47-96

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I sogni sogni sono […]

ma che sia realtà o sogno, il giusto conta.

Calderòn de la Barca, La vida es sueño

 

  1. La borsa di Mary Poppins

 

A chiunque abbia visto il film Mary Poppins sarà rimasta impressa la scena nella quale la fantastica governante tira fuori dalla sua borsa ogni sorta di oggetto dalle dimensioni più disparate. Continua a leggere ›

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