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La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

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Attualità e evoluzione del concetto di ‘Sé’ in psicoanalisi, (intervista di Francesca Cesaroni)

di Massimo Ammaniti
«atque», 9, 1994, pp. 69-86

D. –Quali sono attualmente, nell’ambito della Psicoanalisi, le potenzialità del concetto di “Sé”? 

 Credo che il concetto di “Sé” abbia cominciato ad assumere un ruolo ed un peso importante nella teoria psicoanalitica, dopo gli anni ’50 e da allora abbiamo assistito ad una sua imponente evoluzione. Tuttavia di questo concetto, che indica la specificità dell’individuo e lo caratterizza all ‘interno della molteplicità degli individui della sua (altro…)

I presupposti dell’anarchismo epistemologico di Paul K. Feyerabend

di Silvano Tagliagambe
«atque», 10, 1994, pp. 53-76

L’atteggiamento nei confronti di Paul K. Feyerabend di buona parte degli studiosi che se ne sono occupati e la valutazione della sua opera sono in larga misura influenzati e condizionati dal tono volutamente provocatorio e dallo stile irriverente dei suoi scritti. Oggi che questo pensatore critico e contestatore non è più tra noi è forse il caso di chiedersi che cosa ci sia “dietro la scena” del suo attacco contro il metodo e, in particolare, contro la filosofia della scienza e della sua polemica col razionalismo critico di Popper e con la metodologia della legge e dell’ordine di Lakatos. È quello che mi propongo di fare in questo scritto, che vuol essere un tentativo di chiarire le motivazioni dell’elogio della fantasia, dell’astuzia, della retorica, della comunicazione e del dialogo che ha avuto in (altro…)

Il labirinto del sé

di Stefano Fissi
«atque», 11, 1995, pp. 115-136

  1. L’albero del Sé 

La psicologia del profondo ha assistito recentemente alla inarrestabile diffusione, all’interno del suo campo conoscitivo, dell’uso del termine Sé e alla sua sempre ulteriore specificazione, nel senso di diversificazione delle significazioni da esso di volta in volta sottese. Il Sé, comunque sia, fa riferimento ad una “experience distant theory” , ad una costruzione concettuale di elevato livello di astrazione e quindi diffìcilnente verificabile e falsificabile: trattasi di costruzioni congetturali, in cui le ipotesi iniziali sono tali cioè da orientare la scelta e l’interpretazione dei dati osservati, e perciò (altro…)

L’lo e il Sé

di Giorgio Sassanelli
«atque», 9, 1994, pp. 87-100

In maniera un po’ scherzosa e paradossale, entrerò nel vivo della questione muovendo dalla sensazione piuttosto diffusa che l’estendersi e l’affermarsi dell’uso del termine “Sé” abbia finito per costituire una sorta di discriminante fra due figure di psicoanalista: l’una più ‘buona’ ed empatica che, per l’appunto, presta attenzione soprattutto al Sé del paziente; l’altra meno empatica e disponibile, per non dire ‘cattiva’, che si rivolge prevalentemente al suo Io. Ma da dove nasce quest’impressione sia pure soggettiva? Ritengo che essa derivi dalla prevalente connotazione che i due termini hanno assunto nel loro uso abituale; ve diamone qualche esempio. (altro…)

Sulle italiche fortune del professor Feyerabend

di Enrico Bellone
«atque», 10, 1994, pp. 77-92

  1. In molte letture italiane dei testi scritti da Paul Feyerabend è presente un ingenuo equivoco che gode di ampia e interessata popolarità. Esso consiste nella credenza che esista una sorta di legarne di causa ed effetto tra due nuclei dell’attività filosofica di Feyerabend. Il primo nucleo ha a che fare con l’analisi che Feyerabend ha condotto, circa un quarto di secolo fa, sull’empirismo e su taluni aspetti della filosofia della scienza di Karl Popper. Il secondo nucleo, invece, affonda in quell’atteggiamento di critica radicale e ludica della razionalità tout court che porta al dadaismo o anarchismo epistemologico propugnato da Feyerabend. L’equivoco sta dunque nel credere che la critica della filosofia empirista sfoci necessariamente nel crollo della razionalità scientifica. Esso è curioso in quanto lo stesso Feyerabend dichiara più volte che i drammi della filosofia non implicano drammi per la prassi scientifica.

(altro…)

L’esperienza del sé

di Adriano Fabris
«atque», 11, 1995, pp. 137-148

Dire di due cose che esse sono identiche

è un non-senso; e dire di una che essa

è identica a se stessa, dice nulla

(Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 5.5303) (altro…)

Lo specchio delle brame. L’io e il soggetto agli esordi della teoria lacaniana

di Gianfranco Trippi
«atque», 9, 1994, pp. 101-126

« Ci si serve dell’ io come ìl Bororo si serve…

del pappagallo. li Bororo dice: sono un pappagallo.

Noi diciamo: io sono io [je suis moi]. »

L’io freudiano tra riflessione e transitivismo (altro…)

Anarchismo, irrazionalismo, post-razionalismo

di Luigi Lentini
«atque», 10, 1994, pp. 93-110

1.  Il metodo inesistente 

L’anarchismo costituisce il più radicale tentativo di dichiarare finalmente concluso il discorso sul metodo. Esso infatti risolve ilproblema del metodo semplicemente negando l’esistenza del metodo, ossia dissolvendo l’oggetto stesso e il presupposto del discorso.

Che il sapere scientifico sia una forma di conoscenza caratterizzata da un ben preciso insieme di regole, che ne governa la costruzione, è convinzione comune a tutta la riflessione filosofica sulla (altro…)

Il bambino davanti allo specchio: l’interazione e la costruzione del sé

di Monica Toselli e Paola Molina
«atque», 11, 1995, pp. 149-176

Intendiamo presentare alcune osservazioni sul Sé, studiato in una situazione molto specifica e particolare: il riconoscimento di sé che avviene nel bambino piccolo, allo specchio.

Riconoscendosi allo specchio il bambino manifesta in modo inequivocabile la raggiunta consapevolezza che quanto vede riflesso, soprattutto il volto, è il proprio volto. Questo traguardo sta a significare una forma in realtà matura e complessa di rappresentazione della propria identità.

Valutare in tali termini il riconoscimento allo specchio presuppone un’interpretazione del termine Sé che richiede qualche precisazione. (altro…)

Formazione del Sé e patologia borderline

di Gian Giacomo Rovera
«atque», 9, 1994, pp. 127-140

Le problematiche connesse alla formazione del Sé ed alla patologia borderline non costituiscono un binomio indissolubile, ma sono peraltro più o meno direttamente interconnesse.

La polisemia dei termini e l’utilizzazione di modelli psicopatologici differenti fa si che tali argomenti evochino spesso, non solo un ‘impostazione ad alto grado di complessità, ma pure un’impressione di ambiguità epistemologica.  

I . La tematizzazione del “Sé” acquista significati diversi a seconda delle matrici teoriche: o come nucleo della coscienza autoriflessiva, o come struttura permanente e continuativa nel percorso (altro…)