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La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

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Nòstoi inauditi. Dalla percezione sonora fetale all’ascolto analitico

di Elena Gigante
«atque», 10 n.s., 2012, pp. 129-149

Though this be madness, yet there is method in’t

 

 

L’inaudito come declinazione dell’inatteso

 

L’universo della percezione sonora fetale costituisce una matrice originaria che potrebbe essere rappresentata mediante una metafora goethiana, quella del regno delle Madri. Attraversando la galleria oscura Faust e Mefistofele si ritrovano di fronte a nembi metafisici che preparano l’apparizione delle Dee Madri, ipostasi delle forme vuote dal contenuto abissale, dove ogni tentativo di (altro…)

Dell’impossibilità di non essere in contatto. Contributo allo sviluppo della psicologia analitica

di Amedeo Ruberto
«atque», 11 n.s., 2012, pp. 75-92

Premessa

 

Il sedicesimo volume delle Opere di Jung dedicato alla “Pratica della psicoterapia” – volume che non sarà mai abbastanza meditato dai cultori della materia – si apre con un saggio del 1935: “Principi di psicoterapia pratica”. L’incipit del lavoro propone alcune parole chiave di questo mio contributo che rappresentano una premessa per entrare nell’universo speculativo junghiano: «una persona è un sistema psichico che, quando agisce su un’altra persona, entra in interazione con un altro sistema psichico». (altro…)

Dove la parola manca il segno. Negli interstizi trasformativi della talking cure

di Maria Ilena Marozza
«atque», 10 n.s., 2012, pp. 153-176

Ce qui n’est pas légerèrement difforme a l’air insensibled’ou il suit que l’irrégula- ri, cest-à dire l’inattendu, la surprise, l’étonnementsont une partie essentielle et la caractéristique de la beauté.

Charles Baudelaire

 

 

 

Il titolo di questo contributo s’ispira al saggio con cui il semio logo Algirdas J. Greimas concludeva il suo insegnamento sui sistemi di significazione all’École des hautes études di Parigi, nell’anno (altro…)

Zero come simbolo: uno sconfinamento indeterminato

di Enrico Castelli Gattinara
«atque», 11 n.s., 2012, pp. 95-112

La vera matematica è l’elemento vero e proprio del mago.

novalis

 

 

La matematica è un simbolo della scienza (e del sapere più alto): non si dimentichi infatti la presunta iscrizione sull’Accademia dove in segnava Platone, “non entri qui nessuno che sia ignorante di geometria”. Simbolicamente, il sapere matematico rappresenta (o ha rappresentato) il sapere scientifico più efficace e preciso, vale a dire il rigore di un metodo capace di applicarsi a se stesso e al contempo generatore di nuove conoscenze. Ovviamente, la matematica non è un’immagine della scienza, non ne è la rappresentazione emblematica; eppure spesso viene indicata proprio come il (altro…)

Psicoterapia e sogno come pratiche retoriche

di Mauro La Forgia
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 211-224

 

  1. Metamorfosi della parola

C’è una parola dell’inizio e c’è una parola della fine.

La parola dell’inizio manifesta, nella forma del vocalizio, gli al bori della nostra esperienza di individui, accompagna musicalmente le prime azioni nel mondo (ripetendo, in questo, quel gesto voca le ora sussurrato, ora urlato con il quale l’uomo-cacciatore richiamava l’attenzione dei suoi simili, dava espressione ai suoi timori o ai suoi ordini, segnalava l’accerchiamento di una preda). Questa (altro…)

Fenomenologia e clinica dell’ordinario

di Mauro La Forgia
«atque», 10 n.s., 2012, pp. 177-196

La ricerca dell’ordinario

 

Afferrare, nell’esperienza e nei comportamenti, la qualità dell’ordinario è tema, insieme, di vaghezza e di complessità rilevanti. Appare ovvio, a prima vista, che ogni definizione di ordinarietà sia da riferirsi a una particolare appartenenza culturale, peraltro còlta in una sua specifica determinazione storica. E che ci si debba, allo stesso tempo, porre più di una domanda sul valore epistemologico di una operazione che eleva a oggetto d’indagine una nozione che coniuga indiscutibilità con ineffabilità, presunta immediatezza con dichiarata evanescenza. (altro…)

Viatico après coup. Note di accompagnamento alla traduzione [di P. Valéry]

di Benedetta Zaccarello
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 35-40

 

Il lettore che s’avventuri nell’immenso diario astratto dei Cahiers (oltre ventinovemila pagine nell’edizione anastatica in folio), vi troverà a stento una manciata di rimandi alla vita vissuta del loro autore, e quasi nessun racconto redatto in prima persona, ad eccezione, curio samente, di qualche récit de rêve, di cui una buona parte si trova raggrumata nel quaderno da cui provengono i frammenti qui presentati. Si tratta di uno dei pochi cahiers tematici della serie degli oltre due cento che si considerano far parte di quest’opera-corpus, redatta tutte le mattine all’alba tra il 1894 e il 1945. Nella successione dei quaderni, Somnia – composto intorno al 1911 – precede un altro fascicolo a tema intitolato Langage, che a sua volta si lascia seguire da Temps. (altro…)

Per una psicoterapia fenomenologica

di Giovanni Stanghellini
«atque», 6-7 n.s., 2009, pp. 113-122

  1. L’arco ermeneutico: spiegare e comprendere 

Paul Ricoeur è considerato probabilmente il più importante maestro dell’ermeneutica contemporanea. La particolarità che caratterizza il suo lavoro è cercare una sintesi tra fenomenologia ed ermeneutica. In questo scritto si prende avvio dall’opera di Ricoeur, e in particolare dalla nozione da lui elaborata di “arco ermeneutico”, per il lustrare i rapporti tra ermeneutica, fenomenologia e psicoterapia. (altro…)

Il sonno e la coscienza (peripezie del sapere)

di Carlo Sini
«atque», 8-9 n.s., 2011, pp. 41-46

“Sogno o son desto?” si chiede un personaggio da commedia. La sua implicita alternativa è tra sogno e realtà. Ma cosa mai è sogno ovvero qual è la sua realtà? La domanda è antica. Tra i numerosi aspetti problematici che la accompagnano uno in particolare è assai inquietante. Si potrebbe esprimerlo così: chi sogna nel sogno? In che senso il sognatore ha la medesima coscienza o è ancora colui che, al risveglio, dice: “Ho sognato”? I sogni ci accadono: non possiamo modificarne a piacere i contenuti e nemmeno intervenire a dirigerli verso fini desiderati, perché appunto “noi” che sogniamo in realtà non ci siamo, non siamo presenti a noi stessi, ovvero non siamo propriamente coscienti di ciò che ci accade (non siamo auto-coscienti), sebbene sia anche innegabile che le immagini del (altro…)

L’apparente specificità della clinica

di Mauro La Forgia
«atque», 6-7 n.s., 2009, pp. 123-134

  1. Una crisi ininterrotta

 

La “crisi” dell’opzione riduzionista (connotata, al fondo, da una più o meno esplicita scelta naturalistica) che caratterizzava le cosiddette psicologie del profondo o dell’inconscio (freudiana, junghiana, adleriana e quant’altro) è, a ben vedere, un processo che inizia col nascere di queste psicologie e continua fino ai nostri giorni, senza che se ne intraveda un’esplicita conclusione; anzi, continuano ad esistere gruppi isolati ma agguerriti che negano la crisi dell’opzione suddetta, agendo di fatto come instancabili rivificatori del suo stato comatoso. (altro…)