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La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

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Quanto fa 25×20? Per una logica del cambiamento psichico

di Felice Cimatti
«atque», 10 n.s., 2012, pp. 41-62

È molto difficile descrivere sentieri concettuali là dove sono già stati tracciati molti solchi – tuoi o di un’altra persona – e non imbattersi in una delle carreggiate già tracciate. È difficile deviare anche soltanto di poco da un vecchio corso di idee.

L. Wittgenstein

 

 

Talking cure

 

La psicoanalisi è una cura, prima che una particolare teoria della mente o una specie di filosofia. E una cura è efficace se cambia, in meglio, lo stato del paziente, altrimenti non è una cura. Siccome la (altro…)

Introduzione

di Anna Gianni, Roberto Manciocchi e Amedeo Ruberto
«atque», 11 n.s., 2012, pp. 11- 16

Come in ogni altro numero di «Atque», anche qui proviamo a esplorare territori non consueti, aperti, in questo caso, dalla proble maticità dell’esserein-contatto.

 

L’ESPERIENZA DEL CONTATTO COME RELAZIONE. – una qualsiasi definizione di “contatto” lo riduce all’avvicinamento di corpi (anima ti o non, reale o immaginaria) o lo astrae nel termine di “relazione”.

Ma se, in effetti, la relazione è figurativamente e concettualmente la migliore rappresentazione con cui possiamo avvicinare il “contatto”, balza subito in evidenza come il curioso e paradossale (altro…)

La cura della singolarità

di Graziella Berto
«atque», 10 n.s., 2012, pp. 63-72

La consumazione dell’inconscio

 

C’è un messaggio, o un allarme, che ci giunge da alcune voci del la psicoanalisi contemporanea: l’“inconscio”, quella dimensione eccentrica al controllo della coscienza e densa di desideri che ci siamo abituati a chiamare in questo modo, si sta inaridendo, rischia di scomparire. L’effetto di tale “prosciugamento” non è però un benes sere diffuso, una guarigione e quindi una salute generalizzata ma, al contrario, un nuovo e accresciuto «disagio della civiltà». (altro…)

Le relazioni naturali. Il relazionismo di Whitehead e il problema dell’intenzionalità

di Luca Vanzago
«atque», 11 n.s., 2012, pp. 19-34

Intenzionali

 

La filosofia di Alfred N. Whitehead è probabilmente la versione novecentesca più nota e importante di concezione relazionistica della realtà. Il suo pensiero si è venuto evolvendo, a partire dagli iniziali studi matematici e fisici, in direzione di una cosmologia processuale fondata sull’idea di natura come creatività, in cui un ruolo strategico giocano la critica del sostanzialismo di ascendenza aristotelica e la proposta di una concezione logica e ontologica della realtà in cui la nozione di relazione si svincola dal suo statuto di categoria secondaria per assurgere a chiave di comprensione (altro…)

L’inatteso e il sottrarsi dell’evento. Vie d’accesso filosofiche tra domandare e rispondere

di Ferdinando G. Menga
«atque», 10 n.s., 2012, pp. 73-100

Per Oriana, davvero un inatteso

a cui rispondere tutti i giorni.

 

Voglio tenere tutto stretto, fin dal principio, i dettagli, il caso, il fluire degli eventi. Prima che la distanza offuschi lo sguardo che si volge indietro, attutendo il frastuono delle voci, delle armi, degli eserciti, il riso, le grida. Eppure solo la distanza consente di risalire a un probabile inizio.

Luther Blissett, Q (altro…)

L’esperienza animale del contatto. Zoo-fenomenologia e addestramento meditativo

di Roberto Ferrari e Ricardo Pulido
«atque», 11 n.s., 2012, pp. 35-62

Con non mente il fiore invita la farfalla Con non mente la farfalla raggiunge il fiore Il fiore non sa

Né sa la farfalla

Non conosco gli altri, gli altri non conoscono me Così seguiamo la legge dell’universo.

Daigu Ryokan

 

Introduzione (altro…)

Alle strette. L’atmosferico tra inatteso e superattese

di Tonino Griffero
«atque», 10 n.s., 2012, pp. 101-128

Atteso e inatteso

 

Si fa un gran parlare di esperienza. Pensando, erroneamente, che sia qualcosa di ovvio. E invece l’esperienza, quanto meno quel vissuto (anche leiblich, ossia proprio-corporeo) del quale diciamo enfaticamente che “è stata un’esperienza!”, è in linea di principio, stando soprattutto al coté hegeliano-gadameriano, una fastidiosa, talvolta persino dolorosa, negatività. Di più: è, propriamente, sempre la smentita di un’attesa. Niente esperienza, dunque, in presenza di un deficit dell’attesa e, contemporaneamente, senza crisi (almeno parziale) dell’attesa. Solo che nella Modernità questo (altro…)

Il giro della prigione

di Anna Fusco di Ravello
«atque», 11 n.s., 2012, pp. 63-74

zenone, il medico e alchimista protagonista dell’Opera al nero di Marguerite Yourcenar che ha lo stesso nome del filosofo di Elea famoso per il paradosso di Achille e la tartaruga, afferma: «Chi sareb be così insensato da morire senza aver fatto almeno il giro della propria prigione?».

L’uomo è un animale camminatore. E cammina. Va camminando per il mondo da più di due milioni di anni. Se si considera la massi ma di Lao Tse che recita: «un buon camminatore non lascia tracce dietro di sé», l’uomo è un pessimo camminatore perché ha lasciato tali e tante tracce nelle sue migrazioni, scoprendo nuovi territori, in contrando etnie e specie diverse, contaminandosi e (altro…)

Nòstoi inauditi. Dalla percezione sonora fetale all’ascolto analitico

di Elena Gigante
«atque», 10 n.s., 2012, pp. 129-149

Though this be madness, yet there is method in’t

 

 

L’inaudito come declinazione dell’inatteso

 

L’universo della percezione sonora fetale costituisce una matrice originaria che potrebbe essere rappresentata mediante una metafora goethiana, quella del regno delle Madri. Attraversando la galleria oscura Faust e Mefistofele si ritrovano di fronte a nembi metafisici che preparano l’apparizione delle Dee Madri, ipostasi delle forme vuote dal contenuto abissale, dove ogni tentativo di (altro…)

Dell’impossibilità di non essere in contatto. Contributo allo sviluppo della psicologia analitica

di Amedeo Ruberto
«atque», 11 n.s., 2012, pp. 75-92

Premessa

 

Il sedicesimo volume delle Opere di Jung dedicato alla “Pratica della psicoterapia” – volume che non sarà mai abbastanza meditato dai cultori della materia – si apre con un saggio del 1935: “Principi di psicoterapia pratica”. L’incipit del lavoro propone alcune parole chiave di questo mio contributo che rappresentano una premessa per entrare nell’universo speculativo junghiano: «una persona è un sistema psichico che, quando agisce su un’altra persona, entra in interazione con un altro sistema psichico». (altro…)