“Leucippo e il suo discepolo Democrito pongo
no come elementi il pieno e il vuoto, chiamando l’u
no essere e laltro non essere, (…) onde essi afferma
no che l’essere non è affatto più reale del non essere,
perché neanche il vuoto è < meno reale > del corpo
(…), e pongono questi [elementi] come cause materia
li degli esseri. (…) costoro dicono che le differenze [originarie] sono causa di tutte le altre cose. E quelle
[originarie] essi affermano che sono tre, la figura, I’or
dine e la posizione; »
Strutturalista, chi lo è ancora? Tuttavia egli lo
è almeno in questo: un luogo uniformemente chia
soso gli sembra non strutturato perché in questo luo
go non c’è più alcuna libertà di scegliere il silenzio
o la parola (…). La struttura almeno mi fornisce due
termini dei quali posso a volontà marcare l’uno e ri
mandare quell’altro; essa è dunque in fin dei conti una
scommessa (modesta) di libertà: come posso il tal gior
no dare un senso al mio silenzio, dato che, in ogni
modo, non posso parlare?”.
