17 n.s./2015
IL LAVORO
DELLE EMOZIONI

a cura di Fabrizio Desideri, Mauro La Forgia, Paolo Francesco Pieri

 

PREFAZIONE I curatori//IL TEMA/Affetto, emozione e conoscenza Gianluca Consoli/Livelli di emozione – Silvano Tagliagambe//PRIMA VARIAZIONE/La natura delle emozioni. Il dibattito fra Martha Nussbaum e Paul E. GriffithsRossella Guerini, Massimo Marraffa/ Sul concetto bioniano di contenitore/contenutoGiuseppe Civitarese/L’esperienza delle emozioni nell’incontro analiticoFranco Bellotti//SECONDA VARIAZIONE/La coscienza affettiva. Emozione e cognizione nel determinismo della coscienza – Stefano Fissi/Il concetto di psicosi unica è ancora valido per una comprensione dei processi affettivi nelle psicosi?Paola Cavalieri//TERZA VARIAZIONE/Verso le emozioni artificialiGiuseppe O. Longo/La macchina morbida. Androidi, emozioni e altri oggetti non identificati nella fantascienza di Philip K. DickAntonino Trizzino//RIPRESA DEL TEMA/Sembra viva! Estetica del perturbante nell’arte contemporaneaPietro Conte//INDICE ARTICOLI “ATQUE” 1990-2015
 

[Anteprima delle prime pagine di ogni articolo del fascicolo.]

 

Possiamo intendere le emozioni come processi psichici relativi sia a cambiamenti corporei sia a stati non ancora pienamente circoscritti nella dimensione spazio-temporale. A ogni modo le emozioni sono ciò che, in un certo senso, predispone la nostra esistenza nel mondo, accompagnando, quasi musicalmente, il nostro esistere nel tempo e colorando, quasi pittoricamente, ogni nostro esperire.

Il lavoro emotivo, d’altro canto, sembra giocare un ruolo quasi-strutturale nella nostra vita e, come tale, non possiamo non coglierlo in azione anche nell’emergere di un’attitudine psicoterapeutica e nel suo ricorrente, conseguente e distribuito esercizio. Insomma, come nella vita quotidiana così nelle varie esperienze di cura attraverso le parole, per quanto decantato, filtrato e modulato, il tono emozionale entra variamente in gioco – continuamente opponendosi, perturbando od omeostaticamente compensando le nostre preferenze e tendenze “naturali”, ma anche le nostre convenzioni, le nostre routine cognitive, i nostri schemi culturali e perfino dottrinarî. La questione delle emozioni, pertanto, può essere considerata a partire dalla complessità della loro natura e, insieme, delle loro funzioni e dei loro caratteri. Questo fascicolo di «atque» è in qualche modo giunto, da un lato, a una sempre maggiore chiarificazione dei concetti e modelli in uso nell’ambito emozionale, e dall’altro, a una descrizione dell’ordinaria fenomenologia delle emozioni, che possa coglierle nella loro originaria complessità. Magari provando a costruire una bozza per una psicoterapia a carattere cognitivo e, insieme, emotivo, capace di ripensare adeguatamente i vari livelli di espressività emozionale nel rapporto che intercorre, da un lato, tra quota corporea e vita della mente, e dall’altro, tra la nostra soggettività e il mondo esterno. Tutti i contributi hanno lavorato intorno alla questione senza cadere, più o meno ingenuamente, nelle diverse forme riduzionistiche (pensiamo, per esempio, alle varie prospettive locazioniste e funzionaliste) che vigono sia nei cognitivismi variamente connotati sia nei diversi neuro-saperi che ormai dilagano un po’ da per tutto.

I curatori

 

 

 

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