{"id":1830,"date":"2015-04-08T15:20:52","date_gmt":"2015-04-08T13:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/3-4-n-s-2008il-presente-5\/"},"modified":"2015-04-15T16:12:44","modified_gmt":"2015-04-15T14:12:44","slug":"3-4-n-s-2008il-presente-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/3-4-n-s-2008il-presente-5\/","title":{"rendered":"3-4 n.s.\/2008 <br>IL PRESENTE"},"content":{"rendered":"<p><strong>a cura di Paolo Francesco Pieri<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><strong>PREFAZIONE<\/strong>\/Paolo Francesco Pieri, <strong>\u201cIl presente rappresentato\u201d<\/strong>\/<strong>POLITICA E RETORICA DEL PRESENTE<\/strong>\/Silvano Tagliagambe, <strong>\u201cIl presente e l\u2019ontologia delle relazioni\u201d<\/strong>\/Fabrizio Desideri, <strong>\u201cUno sguardo sul presente: relativismo, pluralismo e identit\u00e0 umana\u201d<\/strong>\/Roberto Finelli, <strong>\u201cIl presente come soap-opera\u201d<\/strong>\/Riccardo Scarcia, <strong>\u201cFermare il tempo. Applicazioni di cronografia romana\u201d<\/strong>\/Daniel Dennett e Marcel Kinsbourn , <strong>\u201cIl tempo e osservatore. Il dove e il quando della coscienza nel cervello\u201d<\/strong>\/Enzo Vittorio Trapanese, <strong>\u201cLa tirannide del presente\u201d<\/strong>\/<strong>ESSENZA DEL PRESENTE<\/strong>\/Roberta De Monticelli, <strong>\u201cAlla presenza delle cose stesse. Saggio sull\u2019attenzione fenomenologica\u201d<\/strong>\/Antonino Trizzino, <strong>\u201cTempo in abbandono\u201d<\/strong>\/Daniela Palliccia, <strong>\u201cBachelard e la \u2018rottura\u2019 fenomelogica dell\u2019istante immaginale\u201d<\/strong>\/<strong>PSICOLOGIA E PSICOPATOLOGIA DEL PRESENTE<\/strong>\/Mario Rossi Monti, <strong>\u201cPsicopatologia e figure del presente\u201d<\/strong>\/Luciano Perez, <strong>\u201cIl tempo del puer\u201d<\/strong>\/Elena Cristiani, <strong>\u201cIl presente in analisi\u201d<\/strong>\/Vittorio Lingiardi e Francesco De Bei, <strong>\u201cAl punto fermo del mondo che ruota\u201d<\/strong>\/Benedetto Farina, <strong>\u201cIl presente dissociato\u201d<\/strong>\/Anna Sabatini, <strong>\u201cTerrorismo suicida come patologia psico-sociale\u201d<\/strong>\/Arnaldo Benini e Claudio Bassetti, <strong>\u201cIl senso del tempo e i disturbi neurologici del presente\u201d<\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il presente cui questo fascicolo fa riferimento, attiene soprattutto alla vita della mente e quindi al presente dell\u2019esistenza, al presente della coscienza, al presente della percezione, al presente dell\u2019esperienza, al presente della memoria.<\/p>\n<p>Occorre, per\u00f2, innanzitutto <!--more-->una precisazione terminologica. In psicologia il tempo \u00e8 l\u2019ordine misurabile del movimento e quindi la sua geometrizzazione, talch\u00e9 una quantit\u00e0 fisicamente determinabile esprime la durata effettiva di un evento. In tale accezione il tempo \u00e8 cronologia e in quanto tale si usa in psicologia sperimentale dove per esempio la misurazione cronologica dell\u2019intervallo di tempo che intercorre tra l\u2019esposizione di un soggetto a una parola stimolo e l\u2019emissione della sua risposta, consente il confronto con il risultato medio di altre prove e una eventuale differenza \u00e8 segno di tematiche complessuali che la mente del soggetto evidenzia, ma sarebbe un errore usarlo anche nella cura analitica quando per esempio viene considerato eccessivo il tempo che occorre al paziente per parlare di determinate cose \u2013 non tenendo conto che le cose che sono interessanti per l\u2019analista sono diverse da quelle che sono importanti per il paziente.<\/p>\n<p>Un simile errore introduce la seconda nozione del tempo dove anzich\u00e9 indicare l\u2019ordine misurabile del movimento \u00e8 propriamente il segno dello stesso movimento psichico che si alimenta d\u2019intenzioni, di ricordi e di progetti, e quindi \u00e8 un elemento che giacendo sulla quotapsichica segnala l\u2019apertura rappresentativa verso il presente e che nello stesso presente si d\u00e0 verso il passato attraverso il ricordare o che si d\u00e0 verso il futuro attraverso il progettare e lo sperare.<\/p>\n<p>D\u2019altronde Agostino formulava una serie di considerazioni sul tempo che vale qui la pena di ricordare: \u00abCos\u2019\u00e8 il tempo? Chi saprebbe spiegarlo in forma piana e breve? Chi saprebbe formarsene anche solo il concetto nella mente, per poi esprimerlo in parole? Eppure, quale parola pi\u00f9 familiare e nota del tempo ritorna nelle nostre conversazioni? Quando siamo noi a parlarne, certo intendiamo, e intendiamo anche quando ne udiamo altri parlare. Che cos\u2019\u00e8 dunque il tempo? Se nessuno mi interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi mi interroga, non lo so\u00bb. E dopo queste domande poneva la considerazione che segue: \u00abQuesto per\u00f2 posso dire con fiducia di sapere: senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente\u00bb. Per poi concludere: \u00abUn fatto \u00e8 ora limpido e chiaro: n\u00e9 futuro n\u00e9 passato esiste. \u00c8 inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse \u00e8 esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell\u2019animo e non vedo altrove: il presente del passato \u00e8 la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l\u2019attesa\u00bb (Agostino<em>, Le confessioni<\/em>, Einaudi, Torino 1966).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che la temporalit\u00e0 \u00e8 da intendere come una dimensione radicale dell\u2019esistenza umana, e che le categorie temporali assumono forme rappresentative differenti parallelamente ai mutamenti che intervengono nelle condizioni emozionali umane e psicologiche. Per esempio, l\u2019essere profondamente disturbati dall\u2019ansia ma anche il semplice essere sfiorati da uno stato d\u2019animo ansioso fa assumere all\u2019esperienza del tempo una forma particolare.<\/p>\n<p>Per una tale ragione il sapere che la coscienza soggettiva del tempo e quindi la sua esperienza interiore \u00e8 in stretto rapporto con l\u2019ambiente che i differenti stati d\u2019animo creano, induce a cercar di conoscere i vari modelli psicologici e umani della temporalit\u00e0. Una tale indagine consente allo psicoterapeuta intanto di non confliggere con quelli di cui \u00e8 portatore l\u2019altro da s\u00e9, che magari \u00e8 immerso nella tristezza oppure nell\u2019angoscia, nella disperazione oppure nella dissociazione psicopatologica. E gli consente altres\u00ec di chiarificare meglio le strutture essenziali di quelle esperienze che egli aveva in tal modo tematizzato.<\/p>\n<p>Solitamente del tempo si tende a distinguere un tempo geometrico e un tempo vissuto ponendo da un lato il tempo oggettivo dell\u2019orologio che scorre in modo continuo e omogeneo, e dall\u2019altro il tempo soggettivo che si svolge invece con modalit\u00e0 discontinue e disarticolate, e ciascuna di queste modalit\u00e0 \u00e8 correlabile al fatto che nel suo rifrangersi con quelle che sono le specifiche situazioni emozionali della soggettivit\u00e0 il tempo geometrico subisce delle vere e proprie metamorfosi: il tempo oggettivo nel diventare un tempo umanamente e psicologicamente vissuto, frena o accelera, \u00e8 inibito o precipita tumultuosamente, a seconda che siamo riposati o stanchi, siamo lieti o tristi, siamo interessati o annoiati, siamo allegri o disperati.<\/p>\n<p>Sappiamo come nella tristezza profonda dell\u2019esperienza depressiva ciascuna delle tre dimensioni agostiniane del tempo subisce amputazioni o vere e proprie cancellazioni: il presente del futuro che era semplicemente oscurato nella tristezza esistenziale, si cancella; e il presente del presente sopravvive a brandelli fintanto che il dilagare del presente del passato non finisce col risucchiarlo. Sappiamo invece che nell\u2019ansia le tre dimensioni agostiniane del tempo si collegano reciprocamente ma, insieme, subiscono modificazioni profonde: il presente del futuro e il presente del passato precipitano nel presente <em>tout court<\/em> divenendo indistinguibili e con-fuse tra loro, e con il presente stesso, talch\u00e9 si assiste a un \u201cqui e ora\u201d istantaneo e irrevocabile dove le cose \u201ceventuali\u201d appaiono gi\u00e0 realizzate e dove gli eventi del passato rifluiscono e dilagano come se fossero attuali. Sappiamo infine che nell\u2019esperienza psicotica la dimensione agostiniana del presente del passato la fa, per cos\u00ec dire, da padrone sulle altre due dimensioni: il tempo vissuto sembra esclusivamente costituito da ripetizioni, inesauribili, del passato.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 del tempo (il tempo reale) risente e non pu\u00f2 non risentire delle varie rappresentazioni che se ne hanno, sia sul piano individuale che su quello collettivo. In altri termini, il tempo \u00e8 ogni volta scandito in modi differenti. Lo stare insieme di una persona con un\u2019altra comporta sempre il dover affrontare la difficolt\u00e0 di una sincronizzazione di tempi diversi. Si potrebbe dire che la questione da risolvere sia quella del ritmo, o meglio quella del sentimento della ritmicit\u00e0, dove per ritmo si intende non solo l\u2019alternarsi periodico e regolare di un qualche elemento ma anche il venir meno o il variare di uno stesso elemento (P.F. Pieri, voce \u201cRitmo\u201d, in <em>Dizionario<\/em> <em>junghiano<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino 1998, pp. 626 sg.).<\/p>\n<p>Per esempio, il presente del presente di un medico assorbito dalla sua quotidiana attivit\u00e0 routinaria \u00e8 bruciato dalla sua fretta e dalla sua impazienza, e per ci\u00f2 non \u00e8 lo stesso di quello del suo paziente che invece \u00e8 alimentato dalla sofferenza.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della psicologia il problema della temporalit\u00e0 \u00e8 stato assunto secondo la linea di contatto che si d\u00e0 tra la stessa temporalit\u00e0 e l\u2019individuo. In questo senso si parla dell\u2019adattamento al tempo da parte dell\u2019individuo ma anche della produzione del tempo da parte dell\u2019individuo. Sono state cos\u00ec osservate le modalit\u00e0 con cui un individuo conosce il tempo, lo usa e usandolo si colloca nel mutamento che lo trascina, e sono state inoltre prese in considerazione le interazioni che per costruire la rappresentazione del tempo intercorrono tra i diversi fattori cognitivi, emotivi e motivazionali dell\u2019individuo stesso.<\/p>\n<p>Sappiamo, infatti, come Jean Piaget abbia osservato che l\u2019oggetto tempo ha bisogno di una rappresentazione mentale e che tale rappresentazione si costituisce con lo sviluppo cognitivo del bambino, e che quindi \u00e8 possibile che si determini soltanto insieme ad altre correlate rappresentazioni, tra cui la rappresentazione dello spazio, la rappresentazione dell\u2019oggetto e del suo permanere nello stesso spazio, la rappresentazione, infine, delle relazioni causali.<\/p>\n<p>Sappiamo inoltre come il pensiero psicoanalitico e quello fenomenologico abbiano posto l\u2019accento sul rapporto tra schema di riferimento temporale e costruzione dell\u2019identit\u00e0 personale.<\/p>\n<p>Sempre di pi\u00f9 si delinea nello stesso ambito della psicologia un approccio al problema della temporalit\u00e0 che ruota intorno all\u2019interazione individuo-mondo, e per ci\u00f2 decadendo il concetto di nozione temporale come capacit\u00e0 di un individuo di rappresentarsi il tempo al fine di dare un significato unitario alla percezione dei cambiamenti nell\u2019ambiente, nasce il concetto di orizzonte temporale come insieme di punti di riferimento, soprattutto sociali, su cui l\u2019individuo dispiega le proprie dimensioni temporali (passato, presente, futuro), e diventa sempre pi\u00f9 centrale il concetto di prospettiva temporale che, all\u2019interno dell\u2019orizzonte temporale, consente una maggiore esplicitazione della relazione dinamica che intercorre tra individuo e mondo-ambiente.<\/p>\n<p>Non mancano, anche nell\u2019ambito della psicologia dello sviluppo, studi recenti che hanno individuato che la prospettiva temporale si viene a formare in maniera precoce insieme al costituirsi del senso del S\u00e9, e che \u00e8 determinata da fattori della cultura. In questo senso individui, gruppi e culture possono essere meglio compresi nei termini delle differenti prospettive temporali che adottano. Partendo dal fatto che passato, presente e futuro incidono diversamente in ogni gruppo sociale, si \u00e8 per esempio rilevato che individui con livelli di vita economica bassi sviluppano un senso del presente molto<\/p>\n<p>profondo e un senso del futuro molto ristretto, che culture con confessioni religiose che veicolano riti ancestrali sviluppano negli individui un senso del passato molto alto, e che gli individui della societ\u00e0 occidentale moderna hanno come dominante mentale la preoccupazione per il futuro. Si \u00e8 anche osservato che l\u2019organizzazione della prospettiva temporale \u00e8 soggetta a condizioni storico-culturali ma anche a differenze individuali. Si \u00e8 rilevato che in uno stesso ambiente esistono bambini i quali rispetto ad altri sono pi\u00f9 orientati sul presente. E si \u00e8 notato in bambini allevati in istituti rispetto a quelli allevati in famiglia una prospettiva temporale dove manca l\u2019auspicabile bilanciamento delle varie dimensioni temporali: questi bambini sembrano possedere una prospettiva temporale ristretta dove la rappresentazione del presente \u00e8 pi\u00f9 sviluppata sia del passato che essendo rappresentato troppo negativamente viene rifiutato, sia del futuro che di per s\u00e9 \u00e8 poco rappresentabile per quanto sia desiderato.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Paolo Francesco Pieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Paolo Francesco Pieri &nbsp; PREFAZIONE\/Paolo Francesco Pieri, \u201cIl presente rappresentato\u201d\/POLITICA E RETORICA DEL PRESENTE\/Silvano Tagliagambe, \u201cIl presente e l\u2019ontologia delle relazioni\u201d\/Fabrizio Desideri, \u201cUno sguardo sul presente: relativismo, pluralismo e identit\u00e0 umana\u201d\/Roberto Finelli, \u201cIl presente come soap-opera\u201d\/Riccardo Scarcia,<span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span><\/p>\n<div class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/3-4-n-s-2008il-presente-5\/\">Continua a leggere &#8250;<\/a><\/div>\n<p><!-- end of .read-more --><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1918,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1830"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3915,"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830\/revisions\/3915"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atquerivista.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}