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I saggi inviati devono essere conformi alle “Norme redazionali” della rivista.

I saggi vanno inviati a: redazione@atquerivista.it

I saggi ricevuti, in conformità alle norme redazionali, saranno selezionati secondo il metodo peer review (vedi “Comitato di lettura”).

La redazione prenderà contatto con gli autori dei saggi.

 

 

Atque. Materiali tra filosofia e psicoterapia

Nuova serie n. 21 – anno 2017

 

Volontà.

Una sfida contemporanea

 

A cura di Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri

 

Termine di presentazione proposte: 20 settembre 2017

Uscita prevista: dicembre 2017/gennaio 2018

 

Tra i concetti classici del pensiero filosofico e psicologico quello di “volontà” appare oggi uno dei concetti più interrogati e messi in questione nei suoi assetti tradizionali, a partire dallo stress e alla revisione cui tali assetti sono sottoposti da parte delle nuove scienze della mente e del cervello. Anzitutto, a essere posta in questione è proprio l’autonomia della volontà, il suo essere causa sui a differenza di ogni altro fenomeno ‘naturale’. Questo, sia nella concezione razionale (l’autonomia della volontà come effetto della ragione) sia nella versione per così dire decisionista e volontarista (l’autonomia della volontà come quanto riesce a sbloccare i dilemmi del puro pensare).

Secondariamente, si osserva come la volontà tragga motivo e addirittura sorga da complessi e stati emozionali, talvolta in conflitto al loro interno. Come se l’autonomia della volontà non fosse altro che l’affermarsi di uno stato emozionale su altri. Un terzo aspetto di problematizzazione della volontà è quello relativo ai suoi correlati neurali e ai circuiti cerebrali che coinvolge. Qui uno dei temi più scottanti diviene quello del rapporto tra volontà e coscienza, nel presupposto che quest’ultima (come hanno mostrato i fondamentali studi di Libet) giunge sempre dopo che una decisione è stata presa. A questo punto diviene quanto mai attuale la distinzione sempre più difficile da tracciare tra il volontario e l’involontario. Quanto siamo signori e responsabili delle nostre azioni e quanto, invece, queste sono conseguenza (mediata talvolta in maniera sofisticata) da processi ed eredità culturali, sollecitazioni ambientali e scelte ‘storiche’ precedenti, non solo di tipo individuale. In pratica, a venir messa in questione è così la stessa nozione di soggetto autonomo e responsabile. Soprattutto dal momento che si ritengono impraticabili le soluzioni dualiste e intrinsecamente aporetiche quelle riduzionistiche.

Considerando come ogni azione appaia provvista di un senso che è accessibile a chi la compie e comprensibile a chi la osserva, non possiamo eludere che tale senso, per un verso, sia effetto di una attribuzione, per cui è vincolato alla formazione che si è acquisita e ai mezzi di cui si dispone per verbalizzarla; e, per un altro, sia ciò che innanzitutto dispiega i differenti elementi che vengono a costituire il punto di vista con cui l’azione stessa è guardata.

Siamo così esposti a un duplice dilemma. Da un lato, la volontà pare traballare nella sua autocostituente autonomia fino a dissolversi in qualcosa di storicamente divenuto ovvero nella ricostruzione di un processo che si è alimentato di una pluralità di fattori sia endogeni (emozioni, impulsi, frustrazioni, desideri) sia esogeni (contesti, culture, determinazioni di ordine genetico e, più in generale, biologico). Dall’altro, il nesso concettualmente fondante tra volontà e intenzione consapevole pare dissolversi nel gioco pragmatico delle attribuzioni e linguistiche e delle negoziazioni sociali.

A partire da questo quadro problematico e da queste sollecitazioni il presente numero di Atque chiama a contribuire sia intervenendo sulla genealogia filosofica del concetto classico di volontà (dalle analisi aristoteliche e stoiche dell’agire umano fino al concetto kantiano di autonomia della volontà come autonomia della ragione sotto il profilo pratico) sia intervenendo sulla complessa linea di frontiera rappresentata dal modo con cui la questione della volontà è ripresa e revisionata nell’ambito di neuroscienze, scienze cognitive, filosofia della mente, saperi psicoanalitici.

In sostanza, questo numero di Atque intende riproporre nella sua attualità e problematicità il motivo che percorre tutta la filosofia di Schopenhauer, vale a dire il fatto che si possa parlare ancora di mondo come “Volontà e rappresentazione”. Particolare attenzione potrà essere dedicata a quell’interprete raffinato e originale della tradizione di pensiero francese sul rapporto tra volontà, azione e persona (L. Ollé-Laprune, M. Blondel, L. Lavelle, R. Le Senne) che è Paul Ricoeur che alla “filosofia della volontà” ha dedicato una delle sue prime e importanti opere (Philosophie de la volonté. I: Le volontaire et l’involontaire, Aubier 1950). Ma potrà anche essere ripreso e discusso come i maggiori interpreti della filosofia analitica contemporanea (da Donald Davidson a John Searle) hanno messo a fuoco il concetto di volontà (con particolare riferimento al tema dell’akrasia e della causazione e a quello dell’intenzionalità). Percorrendo le varie concezioni sui limiti e le condizioni della “coscienza di agire”, si potrà quindi riprendere la classica questione del “libero arbitrio”, per domandarsi se in effetti gli esseri umani determinino il proprio destino e siano responsabili delle azioni che compiono. In altre parole, ci si potrà/dovrà chieder quanto la volontà sia libera o più precisamente quali siano i gradi di libertà di cui la volontà dispone – cfr. anche il dibattito tra compatibilisti e incompatibilisti (Derk Pereboom: Living without free will, Cambridge University Press, 2001) e la proposta di forme speciali di incompatibilismo (Joelle Proust: La nature de la volonté, Gallimard 2005). Oppure si potrà riprendere dal punto di vista neuroscientifico il nesso tra volontà e decisione, con particolare riferimento al rapporto tra decisione e percezione, decisione ed emozione, decisione e simulazione – vedi per questo il fondamentale lavoro di Alain Berthoz, La décision (Odile Jacob 2003), trad. it. La scienza della decisione, (Codice, 2004).

 

Gli autori possono inviare articoli alla rivista ad almeno uno dei seguenti indirizzi:

 

fabrizio.desideri@unifi.it e paolofrancescopieri@gmail.com

 

La pubblicazione è prevista in lingua italiana. I lavori sottoposti – compilati secondo le norme redazionali – possono giungere fino al 30 settembre 2017, con un estratto di cento parole e un elenco di cinque-dieci parole chiave (entrambi sia in italiano che in inglese).

 

 

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